Lo ha detto il ministro dell'Interno, dal palco della convention di Sud chiama Nord e Sindaci d'Italia, soffermandosi sui rischi di nuovi disordini: "Mi voglio preoccupare del fatto che non è finita lì, che dobbiamo mantenere alta l'attenzione anche nei prossimi fine settimana"
Non scende l'attenzione delle istituzioni sulla possibilità che nei prossimi fine settimana si verifichino altri momenti di tensione durante le manifestazioni organizzate.
"Mi voglio preoccupare del fatto che non è finita lì, che dobbiamo mantenere alta l'attenzione anche nei prossimi fine settimana", ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, dal palco della convention di Sud chiama Nord e Sindaci d'Italia, soffermandosi sui rischi di nuovi disordini.
Lo sciopero generale di venerdì 30
"Avremo un prossimo appuntamento il 30, che è venerdì prossimo", prosegue il ministro. "C'è uno sciopero generale rispetto al quale io mi sento di dire che non farei delle commistioni inappropriate, perché abbiamo visto che c'è una tendenza delle organizzazioni storiche ufficiali a tenersi differenziati un po' da questi movimenti. Quindi non ho motivo di ritenere che l'organizzazione sindacale di base che ha proclamato questo sciopero possa avere delle tentazioni di utilizzare queste frange di giovani per fare qualcosa che non ha nulla a che vedere con le rivendicazioni che pongono in campo", ha evidenziato.
"Indagini sui disordini svelano un mondo di contatti"
"L'analisi dei documenti d'indagine sta disvelando un mondo di contatti: adesso tutto è incentrato sulla figura di questo soggetto", Youssef Siher, "che è stato trovato che faceva quest'opera di richiamo all'appello, ma l'analisi dei documenti d'indagine sta disvelando un mondo di contatti", aggiunge ancora il capo del Viminale. "Quindi c'è da vedere che cosa c'era dietro, se ci possono essere altri collegamenti, altre persone che possono essere in giro per l'Italia, nel mondo, che possano avere interesse a riproporre quel tipo di chiamata all'appello", ha proseguito Piantedosi.
Come a Ceuta
"Ascrivo, almeno nella metodologia, a qualcosa di simile" a quanto è successo nelle piazze "anche quello che è successo in Spagna, con la vicenda di Ceuta quest'estate, perché le modalità di attivazione sono state molto simili", ha detto ancora il ministro dell'Interno sulle mobilitazioni giovanili, a partire dalla Francia. "E' un fenomeno complesso che non va banalizzato, non va ridotto solo alla tentazione da parte di qualcuno di creare forme di contrapposizione al governo, perché è qualcosa che va anche oltre i confini nazionali", ha spiegato, indicando che "è successo in Francia in maniera molto visibile, molto importante, ma è successo anche in altri Paesi dell'Europa, in Albania", ha spiegato il ministro, richiamando poi quanto accaduto a Ceuta. "Le modalità di attivazione" tramite i social "sono state molto simili", attraverso piattaforme sulle quali "si lanciano questi appelli a cui poi tutti aderiscono e accorrono". Strumenti che, ha osservato, "sfuggono molte volte alla possibilità di essere totalmente controllati dalle istituzioni pubbliche".
"Il centrodestra vincerà le elezioni, i cittadini premieranno Meloni"
"Credo che le prossime elezioni le vincerà il centrodestra perché non potrà che essere così. Dobbiamo avere fiducia nel giudizio dei cittadini, e io sono profondamente convinto che le cose che abbiamo fatto e che Meloni ha rappresentato bene come leader di questo gruppo politico siano candidate naturalmente a fruire del giudizio positivo dei cittadini", ha aggiunto il ministro dell'Interno."Ci siamo occupati della parte più importante dei problemi dei cittadini e io credo che il centrodestra sarà premiato per questo e dovrà riproporre per i prossimi cinque anni esattamente la stessa ricetta", ha specificato.
"Non credo sarò ancora ministro dell'Interno, ma servirà continuità"
"Se fossi io" di nuovo al Viminale, se vincesse il centrodestra alle elezioni, "ma non è affatto detto, anzi, che io sia il prossimo ministro dell'Interno, non lo credo affatto, ma chiunque sia, credo che l'elemento di fondo che dovremmo rappresentare è quello della continuità, cioè completare questo percorso", ha spiegato ancora Piantedosi rispondendo a una domanda sulle priorità del centrodestra in vista della prossima legislatura. "Questi quattro anni che poi saranno cinque di governo hanno dimostrato che la stabilità conta molto", ha evidenziato.
"Cura per i minori non è mandarli tutti in carcere"
Rispondendo alle critiche sull'approccio repressivo del governo nei confronti della criminalità minorile, Piantedosi ha sottolineato che "la cura per i minorenni non è quella di mandarli tutti in galera, ma se non si presenta ai minorenni anche la capacità da parte dello Stato di metterli di fronte alle loro responsabilità, probabilmente certi percorsi di recupero hanno meno efficacia". Il titolare del Viminale ha rivendicato gli interventi adottati dall'esecutivo, ricordando che anche nella preparazione del decreto Caivano è stato raccolto il contributo di magistrati specializzati nella giustizia minorile. "Noi lo abbiamo fatto, quelli che dicono tutte queste cose non mi risulta che l'abbiano fatto", ha aggiunto, sottolineando la necessità di affiancare ai percorsi di recupero la responsabilizzazione dei giovani autori di reato.
Piantedosi elogia Cateno De Luca: "Amministratore di serie A"
Piantedosi si è poi soffermato sul primo cittadino di Taormina e leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca."Io credo che il giudizio dei cittadini, al di là di ogni cosa, è sempre quello che prevale in maniera ferma e compiuta. Il sindaco De Luca ha la caratteristica ai miei occhi di essere una persona che si è proposta diverse volte per la candidatura a sindaco in luoghi diversi, ed è stato sempre eletto non per virtù e opera dello Spirito Santo, ma perché nei contesti dove lui è conosciuto i cittadini sanno che è un amministratore di serie A", ha affermato il ministro dell'Interno.