Viaggio di nozze in Perù da incubo per due sposi, agenzia condannata al risarcimento

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Un'agenzia di viaggi di Milano dovrà restituire 27mila euro a una coppia di sposi, dopo aver trascorso una luna di miele “da incubo” tra il Perù e la Colombia. I due, che nel 2022 avevano acquistato un pacchetto turistico di 11mila euro, riceveranno anche 16mila euro di danni e spese legali

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Un risarcimento di 27mila euro per “vacanza rovinata”. È questa la somma che un'agenzia di viaggi di Milano dovrà restituire a una coppia di sposi, dopo aver trascorso una luna di miele “da incubo” tra il Perù e la Colombia. L'itinerario, organizzato per celebrare le nozze, si sarebbe infatti rivelato ben diverso dalle aspettative. Una delusione che ha spinto la coppia a rivolgersi alla giustizia per ottenere il riconoscimento dei danni subiti. I due, che nel 2022 avevano acquistato un pacchetto turistico di 11mila euro per il proprio viaggio di nozze, riceveranno anche 16mila euro di danni e spese legali. A pesare sulla decisione del giudice è stata anche la particolare natura del viaggio, dal forte valore simbolico per la coppia.

I problemi in aeroporto

I primi problemi del viaggio erano già emersi all'aeroporto, prima ancora della partenza. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, la coppia avrebbe scoperto che i voli prenotati prevedevano soluzioni differenti per i due coniugi. Nel tratto transoceanico, la moglie avrebbe dovuto raggiungere Lima direttamente da Amsterdam, mentre il marito avrebbe dovuto fare scalo a Panama, arrivando in Perù alcune ore dopo. I due erano riusciti a risolvere il problema all’andata grazie alla disponibilità degli addetti della compagnia aerea Klm, che avevano trovato una soluzione per farli viaggiare insieme. 

Il viaggio "da incubo"

Come ribadito nella sentenza, una volta arrivati in Perù, gli sposi avrebbero fatto i conti con strutture alberghiere molto diverse da quelle prospettate dal tour operator al momento della prenotazione. Tra le criticità, quelle riscontrate negli alberghi di Arequipa e Puno, dove i coniugi avrebbero trovato camere fredde, riscaldate soltanto da una stufetta elettrica, e acqua calda non sempre disponibile. Segnalate anche condizioni precarie di vasche e docce, oltre alla mancanza di riscaldamento nelle aree comuni. A peggiorare ulteriormente il soggiorno è stato anche un disservizio legato ai trasferimenti, che avrebbe costretto gli sposi a raggiungere l'hotel a piedi. La coppia avrebbe tentato ripetutamente di contattare l’agenzia di viaggi per segnalare i problemi e chiedere un intervento, senza però ottenere risposte concrete.

La decisione del giudice

Nella valutazione del caso, il giudice ha attribuito particolare rilievo alle aspettative legate alla luna di miele. "La notevole gravità del danno subito dai coniugi si desume proprio dal rilievo del viaggio di nozze, cioè di un'occasione peculiare, che gli sposi caricano di caratteristiche al massimo livello, desiderando che la vacanza sia perfetta, perché costituirà, comunque, un ricordo destinato a permanere a lungo nel tempo"", ha scritto nella sentenza, riportata dal Corriere. 

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