A processo per ricatto a Zuegg, si era filmato mentre avvelenava marmellate a supermercato

Cronaca

Secondo le testimonianze raccolte in aula a Verona, l'uomo avrebbe minacciato di avvelenare vasetti di marmellata e distribuirli nei supermercati. L’azienda non pagò e denunciò le minacce

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Deposizioni dei primi testimoni in aula, oggi, nell’ambito del processo per il tentativo di estorsione ai danni di Zuegg, società alimentare con sede a Verona. L'imputato è David Sirca, 51enne originario di Trieste, accusato di aver tentato di ricattare la nota azienda richiedendo il pagamento di 100 mila euro.

La storia

Firmandosi con il nome falso di “Alessio Ferrari”, Sirca inviò all'azienda tre e-mail allegando un video in cui mostrava di avvelenare un vasetto di marmellata in un supermercato della Val di Fassa, in Trentino. La minaccia era quella di inserire i vasetti contaminati sugli scaffali dei supermercati se non fosse stata pagata la somma richiesta. Decisa a non sottostare al ricatto, la Zuegg sporse immediatamente denuncia alle forze dell'ordine e, a scopo precauzionale, dispose il ritiro di alcuni lotti di prodotti dalla grande distribuzione. Dalle indagini è emerso che l'imputato avrebbe tentato un approccio simile anche nei confronti di un'altra azienda, minacciando in quel caso di inserire del topicida in alcune bottiglie di birra.

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Le indagini

Nonostante l'uomo avesse utilizzato tecniche avanzate per nascondere le proprie tracce, gli investigatori sono riusciti a risalire alla sua identità attraverso una combinazione di analisi digitali e di intelligence territoriale. Nonostante le precauzioni da esperto informatico (professione che svolgeva realmente), gli specialisti della Polizia Postale sono riusciti a intercettare alcune "impronte digitali" digitali (metadati e indirizzi IP) lasciate durante le sessioni di invio delle e-mail minatorie. Incrociando i dati telematici con i tabulati e la localizzazione fisica delle connessioni, gli agenti della Postale e della Squadra Mobile lo hanno localizzato a Malchina, sul Carso triestino, dove è scattato l'arresto nel giugno del 2022.

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