Morte David Rossi, la ricostruzione del Ris: "Quella notte nel vicolo c'era qualcuno"

Cronaca

È quanto risulta dalla relazione del Ris dei Carabinieri sull'analisi delle registrazioni di videosorveglianza e sulla ricostruzione sperimentale svolta sul posto il 22 giugno 2026

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Arrivano novità sulla sera in cui David Rossi, allora responsabile della comunicazione di Mps, morì dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio nella sede della banca. Dodici sequenze video mostrerebbero ombre compatibili con la presenza di una o più persone nella zona non inquadrata dalla telecamera all'ingresso di vicolo Monte Pio, a Siena, nell'arco di circa dieci minuti, tra le 20.04 e le 20.14 del 6 marzo 2013. È quanto risulta dalla relazione del Ris dei Carabinieri sull'analisi delle registrazioni di videosorveglianza e sulla ricostruzione sperimentale svolta sul posto il 22 giugno 2026. Il documento, composto da 74 pagine, è stato illustrato questa mattina alla seconda Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Rossi. SI tratterebbe quindi, non di "un omicidio d’impeto" ma di un "omicidio commesso da più persone: addirittura il vicolo era bloccato da altre due persone", ha detto il presidente della Commissione, aggiungendo che la modalità fa pensare a "un’organizzazione criminale". 

La novità sul video

"La novità più dirompente di oggi è che non era un passante l'uomo del vicolo che per troppi anni è stato descritto come un eventuale turista che passava di lì e lasciava morire un moribondo. In realtà quella persona ha avuto un ruolo assolutamente attivo in questa vicenda e di fatto ha bloccato i soccorsi per oltre 20 minuti perché Rossi in quel momento era ancora vivo e poteva essere soccorso", ha detto Vinci. Su chi possa aver commesso "quello che riteniamo a tutti gli effetti un omicidio", Vinci ha sottolineato che "in Italia un omicidio fatto in quel modo non può essere un delitto d'impeto. Come testimoniato oggi e certificato dal Ris vi erano verosimilmente due persone a bloccare il vicolo, così come vi erano più persone all'interno dell'ufficio di Rossi quando è stato appeso. Parliamo quindi di almeno 4-5 persone coinvolte". "Tutte queste sono modalità - ha aggiunto - che non si addicono a un omicidio fatto da conoscenti ma da organizzazioni strutturate che sono in grado di entrare all'interno di una banca, prendere una persona e bloccare un vicolo", una strada. Sull'ipotesi che i responsabili siano riconducibili alla 'ndrangheta, Vinci ha spiegato "che di sicuro è stata una entità criminale molto organizzata. Dai nomi che sono emersi in tutta questa indagine, sono ridondanti alcuni facenti parte della criminalità organizzata della Bassa Mantovana e della Bassa Reggiana, quindi quella è la direzione chiara nella quale stiamo andando". 

Domani la commissione ascolterà Vecoli

La perizia del Ris "conferma la testimonianza resa otto anni fa da quell'Antonio Muto, che aveva raccontato a Luca Goracci, l'avvocato della famiglia Rossi, che il vicolo era bloccato da più persone per impedirgli di raggiungere Rossi. Oggi abbiamo la certificazione che il vicolo era effettivamente bloccato e che c'erano più persone a bloccare la strada", ha detto ancora Vinci: "Ricordo che quel vicolo è molto corto e la parte nascosta dalla telecamera è molto limitata. Quindi se alcune persone erano già fuori dalla strada, dentro il vicolo ma non inquadrate, hanno continuato a muoversi per oltre 10 minuti in uno spazio molto ristretto. E l'unica motivazione che potevano avere in una notte di inverno così fredda (era la sera del 6 marzo 2013, ndr) era quella di bloccare il vicolo e impedire che qualcuno si avvicinasse". Vinci ha ricordato che domani la Commissione di inchiesta ascolterà l'avvocato senese Cristiano Vecoli: "Probabilmente vide Rossi in quei giorni. Vogliamo sapere se ha qualche notizia in più sia su quando l'ha incontrato sia su cosa gli avesse detto David in quei giorni", ha spiegato Vinci. 

L'esame dei filmati

Dall'esame dei filmati sono stati isolati dodici "macro-eventi" nei quali si osserva una diminuzione della luce sulla parete di marmo bianco situata in fondo al vicolo, mentre alcune automobili transitano in via dei Rossi.

Secondo gli specialisti, queste variazioni di luminosità non sarebbero dovute a difetti delle immagini, anomalie digitali o problemi legati alla compressione video. Risulterebbero invece compatibili con la presenza di corpi opachi dalle caratteristiche antropomorfe, dunque verosimilmente persone, che si sarebbero frapposti tra i fari delle auto e la parete.

Per verificare questa ipotesi, i Carabinieri hanno effettuato rilievi tridimensionali mediante laser scanner e ricreato le condizioni delle riprese originali. La simulazione ha permesso di individuare cinque possibili punti di osservazione, denominati A, B, C, D ed E, dai quali avrebbero potuto essere proiettate le ombre rilevate nel video del 2013.

Un aspetto significativo riguarda la possibilità, da quelle posizioni, di vedere il corpo di David Rossi dopo la caduta nel vicolo. Secondo la ricostruzione del Ris di Roma, dai punti A e B sarebbe stato possibile osservare direttamente il corpo, seppure con alcune limitazioni. Dalla posizione E sarebbero risultate visibili soltanto le estremità inferiori, mentre dai punti C e D la visuale sarebbe stata impedita dallo spigolo del muro.

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