Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 tornano le Giornate FAI d'Autunno. A Napoli e nell’area metropolitana aprono eccezionalmente le porte palazzi storici, ville, siti archeologici e luoghi normalmente non accessibili al pubblico
Palazzi storici, ville affacciate sul Golfo, siti archeologici e luoghi normalmente chiusi al pubblico: anche Napoli e l’area metropolitana si preparano alle Giornate FAI d’Autunno, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre. La 15esima edizione della manifestazione del Fondo per l’Ambiente Italiano apre in tutta Italia oltre 700 luoghi in 350 città, con un’attenzione particolare quest’anno all’artigianato e al Made in Italy. Ecco le aperture da non perdere tra Napoli, i Campi Flegrei e l’area vesuviana.
Le aperture FAI a Napoli
Tra le aperture più particolari c’è il Polo delle Arti Caselli-Palizzi, legato alla tradizione artistica e artigianale napoletana. Il complesso nasce dall’unione dello storico Istituto artistico industriale “Palizzi” e dell’Istituto professionale “Caselli”, quest’ultimo custode dal 1961 della tradizione della porcellana di Capodimonte e ospitato negli spazi della Real Fabbrica settecentesca. È una delle aperture scelte dal FAI per raccontare il tema dell’artigianato e del Made in Italy, al centro di questa edizione delle Giornate d’Autunno.
Un’altra apertura significativa è Villa Rosebery, la residenza napoletana del Presidente della Repubblica. Il percorso comprende il parco, che unisce vegetazione mediterranea e caratteristiche del giardino all’inglese, la Casina Borbonica con le sue sale di rappresentanza, la Darsena e la Grande Foresteria. L’apertura è riservata agli iscritti FAI e, secondo la pagina ufficiale, le prenotazioni per il 10 e 11 ottobre sono già esaurite.
Per chi vuole scoprire la Napoli archeologica, tra i luoghi da tenere d’occhio c’è anche la Crypta Neapolitana, nel Parco e presso la Tomba di Virgilio. La galleria, scavata nel tufo nel I secolo a.C., era un importante collegamento tra Napoli e Pozzuoli. Il sito conserva inoltre la tomba tradizionalmente attribuita a Virgilio e quella di Giacomo Leopardi, oltre a tracce di epigrafi e affreschi medievali.
Sempre nel sottosuolo della città si trova l’Acquedotto Augusteo del Serino, una delle testimonianze meno conosciute dell’antica Neapolis. Il tratto scoperto nel quartiere Vergini-Sanità fa parte di un acquedotto costruito nei primi decenni dell’epoca imperiale e lungo originariamente oltre 100 chilometri. Nel corso dei secoli gli spazi sono stati utilizzati anche come cantine e rifugi antiaerei.
Spostandoci dalla città alla provincia di Napoli, ci sono aperture molto interessanti anche fuori dal capoluogo. Tra queste Villa Campolieto a Ercolano, il Tempio di Agrippina a Bacoli e i Depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli: sono luoghi che permettono di affiancare alla Napoli monumentale il patrimonio dell’area vesuviana e dei Campi Flegrei.