La Corte d'Assise di Bergamo ha rigettato la richiesta dei legali di Massimo Bossetti, condannato all'ergastolo in via definitiva per l'omicidio della 13enne di Brembate di Sopra. L'avvocato Salvagni: "Andremo avanti, sicuramente in Cassazione". La famiglia: "No a un Garlasco 2"
La Corte d'Assise di Bergamo ha rigettato la richiesta dei legali di Massimo Bossetti di svolgere nuove analisi sui reperti del caso. La richiesta era stata avanzata nell'udienza di questa mattina in tribunale a Bergamo e i giudici si erano riservati la decisione.
La difesa di Bossetti: "Andremo avanti"
"Come ho fatto notare alla Corte ci sono voluti sette anni per vedere le foto, otto anni di ricorsi per Cassazione, oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva per arrivare a discutere oggi. Evidentemente c'è qualcosa di grosso nelle carte. Andremo avanti, sicuramente in Cassazione" è stato il commento dell'avvocato di Bossetti Claudio Salvagni.
La famiglia di Yara: "No a un Garlasco 2"
"Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo" era stato invece il commento degli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, a nome dei genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio, al termine dell'udienza e prima che la Corte si pronunciasse. Gli avvocati si sono opposti a nuove indagini. In aula era presente la pm titolare del caso, Letizia Ruggeri.
La richiesta della difesa
La difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio nel novembre del 2010, chiedeva di procedere "alla ricognizione di reperti e campioni biologici, all'acquisizione di documentazione tecnica, amministrativa e di laboratorio relativa ai reperti e ai campioni biologici conservati, all'autorizzazione delle attività tecniche, e alla acquisizione in formato excel delle caratterizzazioni genetiche anonimizzate già acquisite in formato cartaceo". La necessità dei legali, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, era emersa solo dopo la recente consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma durante le indagini.