Il giovane ha risposto a tutte le domande, spiegando la sua presenza su gruppi e chat e affermando di non essere un terrorista. Gli avvocati chiedono la revoca della misura cautelare o la sostituzione con i domiciliari o con una misura meno gravosa
Si è tenuto in videoconferenza l'interrogatorio di garanzia del 17enne originario di Pescara arrestato a Perugia lunedì 30 marzo perché sospettato di progettare una strage a scuola. Il giovane, accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e di detenzione di materiale con finalità di terrorismo, ha risposto a tutte le domande del gip e si è dichiarato innocente rispetto alle accuse che gli vengono contestate.
Chiesta la revoca della misura cautelare
Collegato dall'istituto di pena minorile di Firenze, il ragazzo ha parlato della sua presenza nei gruppi e nelle chat, ma ha detto di non essere un terrorista e di non avere nessun intento bellicoso. I suoi legali hanno chiesto la revoca della misura cautelare o, in via alternativa, la sostituzione con i domiciliari o con una misura meno gravosa. Il pronunciamento del giudice del tribunale per i minorenni dell'Aquila è atteso per i prossimi giorni.
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Le parole del legale difensore
"Non ha mai avuto intenzione di fare nulla di male o di grave - ha detto l'avvocato Angelo Pettinella, che assiste il 17enne -. È un ragazzo che non ha nessun intento xenofobo, nessuna volontà suprematista, proprio per lo stile di vita che conduce: va a scuola con un ottimo profitto, ha una buona rete di amicizie. Si è ritrovato in questo mondo virtuale quando era poco più che bambino e non ha avuto il coraggio di uscirne, a causa di condizionamenti e minacce, più o meno velate, che lo hanno intimorito". Il legale sottolinea di aver trovato "un ragazzo molto maturo per l'età che ha e anche determinato. Vive una situazione che non vorrebbe vivere, si trova recluso in modo a suo avviso immotivato, perché tutto nasce da un equivoco o da una ricostruzione non corretta dei fatti - aggiunge -. Quindi, ovviamente, sotto quell'aspetto vive una sofferenza, ma l'ho visto comunque determinato a chiarire l'accaduto e ad affermare la sua posizione".
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Perquisizioni e sequestri
Contestualmente all'arresto del giovane, la mattina di lunedì 30 marzo è stata perquisita l'abitazione in provincia di Perugia in cui il ragazzo vive con la madre. Gli investigatori hanno sequestrato uno smartphone, un tablet e un coltello da tartufo non di sua proprietà. Un altro smartphone gli era stato sequestrato la scorsa estate.