Covid a Bergamo, ecco com'è nata l'inchiesta: le tappe

Cronaca
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Camera di Deputati , comunicazioni del presodente del Consiglio sulle nuove misure di contenimento della pandemia Covid - 19 nella foto Giuseppe Conte  e Roberto Speranza (Roma - 2020-11-02, STEFANO CAROFEI) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Avviata dalla Procura nell'aprile 2020, è nata in seguito alle presunte anomalie nella gestione dei pazienti all'ospedale di Alzano Lombardo, dopo la scoperta dei primi casi positivi al Coronavirus, e per accertare se la mancata istituzione della zona rossa sia stato uno dei fattori che ha contribuito alla diffusione del virus

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L'area di Bergamo è stata una delle più colpite durante la pandemia di Covid. Ne è nata anche un'inchiesta, avviata dalla Procura nell'aprile 2020, in seguito alle presunte anomalie nella gestione dei pazienti all'ospedale di Alzano Lombardo, dopo la scoperta dei primi casi positivi al Coronavirus, e per accertare se la mancata istituzione della zona rossa sia stato uno dei fattori che ha contribuito alla diffusione del virus. Le indagini sono state portate avanti per via del grande numero delle vittime, che si moltiplicavano di giorno in giorno. (L'INCHIESTA)

Le tappe

Nel marzo di tre anni fa, solo come esempio, a Bergamo e provincia i morti registrati erano stati quasi 5.200 in più della media mensile degli anni precedenti che si aggirava attorno agli 800 casi. Una strage che si è consumata anche dentro le Rsa, dove in due mesi sono stati registrati circa 1.300 morti contro una media precedente di 600. Tra i primi indagati per epidemia colposa ci furono l'ex dg del Welfare lombardo Luigi Cajazzo, l'allora suo vice Marco Salmoiraghi, la dirigente Aida Andreassi, oltre a Francesco Locati e Roberto Cosentina, il primo dg e il secondo ormai ex direttore sanitario dell'Asst Bergamo Est, questi ultimi due anche per falso. A fare salire di livello l'inchiesta, dopo una serie di audizioni a Roma, tra cui quelle dell'ex premier Giuseppe Conte, dell'ex ministro della Salute Roberto Speranza e dei tecnici del ministero e del Cts, sono stati gli accertamenti che hanno riguardato proprio la mancata istituzione di una zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo. Emerse anche che il piano pandemico era del 2006, e che mai era stato aggiornato e nemmeno applicato, malgrado le raccomandazioni dell'Oms. E poi le molte acquisizioni di documenti, circolari, chat estrapolate dai cellulari ed email tra cui una in cui, il 28 febbraio 2020, la Regione chiedeva al presidente del Consiglio di mantenere la più blanda zona gialla anche per la settimana dal 2 all'8 marzo, nonostante la situazione fosse molto critica.

Government crisis. Communications from Prime Minister Giuseppe Conte to the Chamber of Deputies on the current political situation, debate and vote of Confidence. In the picture Giuseppe Conte, Roberto Speranza. Rome (Italy), January 18, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

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La colonna di mezzi militari che attraversano Bergamo provenienti del cimitero monumentale per trasportare i feretri dei morti da coronavirus che il camposanto bergamasco non riesce piu' a gestire per il numero troppo elevato, 18 marzo 2020. I feretri, collocati su una trentina di camion dell'esercito sono una settantina e sono diretti verso destinazioni in tutta Italia. ANSA
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Le indagini

Riguardo al piano pandemico mai aggiornato né attuato, nelle pieghe dell'inchiesta è venuto a galla pure uno scontro tra il ricercatore dell'Oms Francesco Zambon e l'allora direttore vicario dell'organismo Ranieri Guerra, che è finito indagato per false dichiarazioni ai pm. Infine, a portare ad allargare l'indagine a Conte, Speranza, al Governatore lombardo Fontana, all'ex assessore Gallera e ai molti tecnici, si è aggiunta la maxi consulenza di Andrea Crisanti, microbiologo dell'Università di Padova. Consulenza che ha confermato, attraverso una serie di dati, che le omissioni su cui la Procura stava lavorando sono state una sorta di acceleratore nella diffusione del virus che, quando fu diagnosticato il caso del Paziente 1, già circolava e aveva infettato un centinaio di persone nella Bergamasca.

A #Bergamo per la Giornata in memoria delle vittime del Covid. Ai loro cari la vicinanza delle Istituzioni e del Paese. Oggi ribadiamo l’impegno per il rafforzamento della sanità pubblica e diciamo grazie a medici e infermieri per il loro lavoro sempre in prima linea, 18 Marzo 2022. TWITTER

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