Coronavirus, un mese di quarantena: così è cambiata la nostra quotidianità: LE GRAFICHE

Cronaca

Raffaele Mastrolonardo e Nicola Bruno

Ecco come 30 giorni di lockdown hanno influito sui movimenti degli italiani attraverso una serie di visualizzazioni: ridotta all'essenziale l'attività fuori dalle mura domestiche, traffico ai minimi, migliora la qualità dell’aria

E’ passato un mese da quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il decreto che estendeva a tutta Italia le misure di contenimento fissate qualche giorno prima per alcune aree del Paese. Le misure del decreto sono entrate in vigore a partire dal 10 marzo. A quell’epoca l’Italia era già preoccupata per l’epidemia che, secondo i dati ufficiali, aveva già contagiato 9 mila persone e causato oltre 400 decessi. Ma il provvedimento sanciva definitivamente che il nostro Paese doveva fermarsi e, fra le altre cose, porre un limite alla circolazione di veicoli e persone. Vediamo, con l’aiuto di numeri e grafici, quali effetti ha prodotto. 

Meno shopping e attività all’aria aperta

Una prima fonte per capire quale è stato l’effetto del lockdown sugli spostamenti degli italiani è il Google Mobility Report. Sfruttando le funzioni di tracciamento impiegate dalle sue app per monitorare il traffico, la società americana ha prodotto un primo studio che fotografa come sono cambiati i movimenti dei cittadini italiani rispetto ad alcuni luoghi. Non sorprende che tutti abbiano subito un grosso calo (del 94% per quanto riguarda shopping e attività di svago) a parte gli spostamenti nell’ambito delle abitazioni (+24%), dato che non stupisce considerando che le norme consentono limitati movimenti nei pressi del proprio domicilio. 

 

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Milano e Roma senza traffico

Indicazioni analoghe arrivano dall’analisi dei dati sul traffico dei veicoli nelle città. Le statistiche messe a disposizione dal City Mapper Mobility Index mostrano come sia a Roma che a Milano in queste settimane il traffico sia sceso ad una piccola percentuale rispetto alla normalità. I grafici rivelano anche come il traffico milanese avesse già subito una consistente riduzione ad inizio mese: la Lombardia è stata la prima regione italiana colpita in modo massiccio dall’epidemia, dove il nuovo coronavirus si è diffuso di più e le restrizioni sono state introdotte prima. 

 

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Denunce e sanzioni

Se, complessivamente, il lockdown ha avuto un profondo impatto sulle abitudini degli italiani, non sono mancati coloro che hanno trasgredito alle norme. Questo dato può essere tracciato attraverso le denunce e le sanzioni comminate dalle autorità a coloro che non hanno rispettato le indicazioni. In totale dall’11 marzo all’8 aprile sono state controllate 5,8 milioni di persone. Solo una piccola percentuale (3,8% in media) ha ricevuto una denuncia o una sanzione. Il grafico mostra che, da quando sono state introdotte le sanzioni il dato delle persone sanzionate è salito fino a oltre 10mila al giorno nell’ultima settimana. 

 

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Aeroporti al minimo

Le persone non si spostano solo in auto o a piedi. Uno dei settori dei trasporti che più è stato colpito dall’epidemia è quello aereo, con i voli che avevano già subito un drastico taglio anche prima dell’introduzione delle misure di restrizione dei movimenti. I numeri di FlightRadar dei maggiori aeroporti italiani, che mettono a confronto i voli previsti e quelli effettivamente partiti, fotografano in modo chiaro il crollo del trasporto via cielo.

 

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Migliora la qualità dell’aria

Infine, una misura generalizzata dell’effetto delle misure di contenimento può essere offerta indirettamente dall’inquinamento dell’aria. Come mostrano le immagini dell’Agenzia spaziale europea, la presenza di biossido di azoto nell’atmosfera del nostro paese a marzo 2020 rispetto a marzo 2019 è scesa vistosamente. Un calo attribuibile alla diminuzione dei trasporti e delle attività produttive a causa dell’epidemia. 

 

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