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I migranti scendono dalla Sea Watch. L'ira del Viminale: "Chi ha ordinato lo sbarco?"

Migranti, le immagini dall'interno della nave Sea Watch

4' di lettura

Le 47 persone a terra in serata. Salvini: "Sulla difesa dei confini non decidono i magistrati, e se qualche ministro 5S ha autorizzato lo sbarco è grave". Di Maio: "Pm indipendenti, nessuno dei nostri ha aperto i porti"

La Sea Watch, ferma da due giorni al largo di Lampedusa, è stata alla fine sequestrata e i 47 migranti a bordo in serata sono stati fatti sbarcare (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI). La svolta è arrivata nonostante il no ripetuto per tutto il giorno da Matteo Salvini, che infatti attacca: "Chi è che li ha autorizzati a sbarcare? Io no, non ho autorizzato niente, deve essere qualcun altro. Sorrido ma è grave. Perchè siamo un Paese sovrano".  "Nessun nostro ministro ha aperto i porti", è stata la risposta a stretto giro del vicepremier grillino Di Maio. 

Procura vs Viminale

Uno scontro si è consumato tra la Procura che ha ordinato lo sbarco e il Viminale: "La difesa dei confini e l'ingresso in Italia di un gruppo di sconosciuti deve essere una decisione politica, espressione della volontà popolare, o di magistrati e ong straniere?", ha chiesto il titolare del Viminale (LO SPECIALE MIGRANTI). Diverso il parere del vicepremier Luigi Di Maio: "Il sequestro lo esegue la magistratura, quindi non credo sia un espediente" per far scendere i migranti che erano a bordo. 

La giornata aveva visto l'ira del ministro dell'Interno anche contro l'Alto commissariato per i diritti umani dell'Onu che in una lettera al ministro degli Esteri aveva criticato le sue direttive anti-migranti (COSA PREVEDE IL DECRETO) e chiesto di non approvare il decreto sicurezza bis: "Un organismo internazionale che costa miliardi di euro ai contribuenti, che ha come membri la Corea del Nord e la Turchia, regimi totalitari, e viene a fare la morale sui diritti umani all'Italia, a Salvini, per il decreto sicurezza. Fa ridere, è da 'Scherzi a parte'".

Sequestro Sea Watch 3

A sbloccare la situazione della nave Sea Watch è stata l'ultima comunicazione del comandante della nave Arturo Centore alle autorità: a Guardia Costiera e Guardia di Finanza l'ufficiale ha fatto sapere che se entro le 21 non avesse ottenuto l'autorizzazione allo sbarco, avrebbe tolto l'ancora e sarebbe entrato in porto di sua iniziativa. "I naufraghi - aveva spiegato in giornata la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi - hanno chiesto di indossare i giubbetti salvagente e hanno detto di volersi buttare in acqua per disperazione. Le condizioni a bordo sono peggiorate a livello di stress e tensione e il comandante ha dovuto tenerne conto". A quel punto si è preferito intervenire e i finanzieri sono saliti a bordo della nave, per un'attività di polizia giudiziaria d'iniziativa finalizzata al sequestro. "La nave è a disposizione degli inquirenti che hanno disposto un sequestro probatorio per verificare se c'è un reato da contestare" conferma Linardi, che poi ironizza sui no di Salvini: "Ancora una volta si è dimostrato che i porti dell'Italia non sono chiusi".

Viminale: non decidono i pm

Una conclusione che al Viminale non è piaciuta affatto tanto che, è la convinzione, l'intervento della Gdf sarebbe stato fatto d'intesa con i pm proprio per non coinvolgere il Ministero e aggirare il divieto di Salvini di far scendere i migranti. "C'è stata un'accelerazione d'intesa tra tutti che ha di fatto spogliato il Viminale delle sue competenze" dicono gli uomini del ministro. 

Scontro politico

Il Viminale, però, non resta in silenzio. Salvini - riferendosi all'inchiesta di Catania in cui è indagato proprio per un precedente sbarco della Sea Watch - dichiara che se "c'è un giudice che invece di indagare gli scafisti indaga me" allora significa che "l'Italia è un paese un po' stranino. Poi lancia una frecciata ai pm: "La Sea Watch è una nave fuorilegge e il ministro Salvini si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, la magistratura faccia come crede ma il Viminale continua e continuerà a negare lo sbarco". Infine, si rivolge al governo: la vicenda della Sea Watch, fa dire Salvini ai suoi, "conferma l'urgenza di approvare il decreto sicurezza bis già nel Cdm di domani, per rafforzare gli strumenti del governo per combattere i trafficanti di uomini e chi fa affari con loro". Lui è ancora più diretto: "Spero che nessuno voglia perdere altro tempo".

Data ultima modifica 19 maggio 2019 ore 21:06

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