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Treviso, maestra con tubercolosi (latente da 30 anni): contagiati alunni e colleghi

I titoli di Sky TG24 delle ore 18 del 7/04

3' di lettura

Quasi 40 bambini positivi al contagio, un centinaio ancora in fase di controllo con il test di Mantoux. Il focolaio epidemico a Motta di Livenza a causa un batterio latente. Task force e verifiche su quasi 800 persone

Un batterio rimasto nascosto per quasi trent’anni, poi i primi casi di tubercolosi, i controlli con il test di Mandoux e la scoperta: la portatrice della malattia è una maestra di scuola elementare. È accaduto a Motta di Livenza, vicino a Treviso, dove una decina di persone, tra cui altre insegnanti e alcuni bambini, si sono ammalate dall’inizio di marzo e altre 36 sono risultate positive al contagio. “Attualmente abbiamo spento i vari focolai e la situazione è ritornata sotto controllo - ha detto il dottor Sandro Cinquetti, direttore del Servizio d’igiene e sanità pubblica di Treviso, al Corriere della Sera - Un episodio simile non l’avevamo mai visto. Rifaremo i test il 20 maggio per escludere ripercussioni». (I MEDICI: "L'EPIDEMIA È SOTTO CONTROLLO)

I primi casi e i controlli

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, all’inizio di marzo la maestra e un alunno sono stati ricoverati con febbre alta e tosse e, dopo di loro, si sono ammalati altri bambini e un’altra insegnante. La diagnosi di tubercolosi ha costretto l’Usl a organizzare una task force per contenere l’epidemia e il Servizio d’igiene e sanità pubblica di Treviso ha fatto partire i controlli su quasi 800 persone. Verifiche che hanno portato alla luce gli allarmanti numeri del focolaio epidemico composto da malati e positivi al contagio.

Il batterio sopito per anni

Il batterio della tubercolosi, rimasto silente per molti anni, probabilmente si è attivato a causa di un’infezione che ha abbassato le difese immunitarie della maestra e ha contagiato quasi tutta la classe dove insegnava e parte di un’altra classe in cui faceva supplenza. La donna da qualche tempo, racconta La Stampa, sembrava non stare bene. Qualcuno racconta che “era deperita a vista d’occhio”, qualcun altro dice che il marito “raccontava che sua moglie aveva poca voglia di mangiare e non stava tanto bene”. Tuttavia, spiega il Corriere della Sera, il fatto che avesse continuato a lavorare viene visto da molti genitori come un gesto di impegno per il suo lavoro perché: sembra infatti che la maestra temesse di avere una malattia incurabile e volesse rimanere più tempo possibile con i suoi alunni.

I casi

Il 3 aprile i casi di tubercolosi relativi al caso di Motta di Livenza sono saliti a 10. Agli otto casi già notificati (due maestre e sei bambini), ha spiegato l’Ulss 2, si sono aggiunti una bambina appartenente al gruppo dei primi 21 con Mantoux positiva e una seconda bambina del gruppo degli ultimi 11 Mantoux positivi. Per entrambe è stato necessario un lungo percorso di approfondimento diagnostico: le bambine, infatti, erano risultate negative alla ricerca del bacillo di Koch nel gastroaspirato ma presentavano un quadro radiologico dubbio, oggetto di attento studio delle equipe di Pediatria e Radiologia dell'ospedale di Oderzo.

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