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Processo Maugeri, Formigoni va in carcere. Cassazione riduce condanna a 5 anni e 10 mesi

4' di lettura

Pena ridotta rispetto ai 7 anni e mezzo dell’appello. L’ex governatore della Lombardia è accusato di corruzione. La sentenza è definitiva. L'ordine di carcerazione è atteso venerdì. Formigoni potrebbe costituirsi spontaneamente

Roberto Formigoni, ex governatore della Lombardia, andrà in carcere: è stato condannato dalla Cassazione a 5 anni e 10 mesi nel processo per il crac delle fondazioni Maugeri e San Raffaele (LE TAPPE DEL PROCESSO). La pena è stata quindi ridotta, per prescrizione di un capo d’imputazione, rispetto ai 7 anni e mezzo che erano stati decisi in Appello. Il pg della Cassazione aveva chiesto che fosse confermata. La sentenza, arrivata dopo poco più di tre ore di camera di consiglio, è definitiva e immediatamente eseguibile. Formigoni è accusato di corruzione. La Cassazione ha respinto anche gli altri ricorsi dei coimputati.

Atteso domani ordine carcerazione

Le porte del carcere dovrebbero aprirsi per Formigoni già domani. Non appena verrà trasmesso il dispositivo della sentenza della Cassazione, infatti, il sostituto pg Antonio Lamanna, titolare del fascicolo, emetterà l'ordine di esecuzione della pena. Ordine che verrà immediatamente eseguito a meno che, come probabile, Formigoni non si costituisca spontaneamente. L'ex governatore, nonostante abbia più di 70 anni, in base alla nuova legge "spazzacorrotti" non può godere più dei benefici legati all'età (che gli avrebbero consentito di evitare la cella e di espiare la pena in detenzione domiciliare). Non è escluso, però, che la difesa presenti una istanza per chiedere che possa scontare la condanna a casa.

Gli altri ricorsi respinti

Per quanto riguarda le altre persone coinvolte, in Cassazione è stata confermata la condanna a 7 anni e 7 mesi per Costantino Passerino, ex manager della Maugeri, e quella a 3 anni e 4 mesi per l'imprenditore Carlo Farina. Inammissibile il ricorso di Carla Vites, che era già stata assolta ed aveva impugnato la sentenza per avere un proscioglimento più ampio. Per Passerino dovrebbero di nuovo aprirsi le porte del carcere (era già stato arrestato durante le indagini preliminari nell'aprile 2012), mentre per Farina dovrebbe arrivare la sospensione dell'esecuzione della pena.

Le accuse a Formigoni

A Formigoni si contesta di aver creato in Regione una corsia preferenziale per le due fondazioni nel settore sanità, con una delibera sulle funzioni non tariffabili del 2006 e un'altra sul non profit del 2007. Atti che hanno superato lo scrutinio del Tar. Durante la requisitoria, il pg della Cassazione Luigi Birritteri - sottolinenando “l'imponente baratto corruttivo” che l'ha visto tra i protagonisti - aveva chiesto per Formigoni la "massima pena" e cioè la conferma della condanna a 7 anni e 6 mesi, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il procuratore generale ha messo l'accento sulla "imponente" mole delle prove, "ulteriormente corroborata" dal concordato in appello del faccendiere Pierangelo Daccò e dell'ex assessore lombardo Antonio Simone. Da parte di Formigoni, ha detto il pg, c'è stato un "sistematico asservimento della funzione pubblica agli interessi della Maugeri, un baratto della funzione". Birritteri ha anche ricordato che questa vicenda corruttiva riguarda un giro di circa 70 milioni di euro e 6 milioni di "utilità", sotto forma di cene, viaggi e vacanze da sogno, che sono arrivati "in vari flussi e forme" a Formigoni.

La difesa

“Si dice che Formigoni va in barca, che è invitato in vacanza, ma nessuno è riuscito a dimostrare la riconducibilità di un singolo atto di ufficio a queste 'utilità'", aveva ribattuto il professor Franco Coppi nell’arringa difensiva. Ha anche sottolineato la "totale mancanza di prove" a carico dell'ex governatore e aveva chiesto alla Suprema Corte di assolverlo o, in alternativa, di annullare con rinvio la condanna per calcolare la prescrizione maturata. L'altro difensore di Formigoni, l'avvocato Luigi Stortoni, aveva attaccato il verdetto d'appello sostenendo che "ha trasfuso su un piano giuridico delle considerazioni eminentemente etiche" e in nessun modo ricostruisce il flusso di utilità - "non si tratta di denaro" - per sei milioni di euro di cui avrebbe beneficiato Formigoni.

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