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Mancano i medici, ma i giovani devono espatriare

2' di lettura

“Mandare i nostri laureati in medicina a lavorare all’estero è come regalare 1500 Ferrari all’anno” spiega il dottor Carlo Palermo, segretario Anaao Assomed

Da Belluno a Matera, passando per Rovigo, Verbania, Savona. Gli ospedali che rimangono senza medici in Italia sono sempre più numerosi. In alcuni casi ai concorsi non si presenta nessuno e i direttori delle Asl sopperiscono facendo contratti a gettone e in alcuni casi diminuendo il numero delle prestazioni. A mancare sono soprattutto medici di pronto soccorso, anestesisti, ortopedici e ginecologi, ma anche medici di base. Un raro caso in cui ci sono più posti di lavoro che lavoratori disposti a prenderli. Come mai allora in Italia ci sono medici disoccupati?

I medici in Italia

“Formiamo circa 10 mila medici ogni anno – ci spiega il dottor Carlo Palermo, segretario Anaao Assomed – ma l’offerta di specializzazioni non supera i 7mila posti. Ogni anno c’è uno sbilanciamento di 3mila medici e questo imbuto formativo si accumula negli anni ". I laureati in medicina nel nostro Paese che ogni anno vanno all’estero sono circa 1500. Secondo il dottor Palermo è come se regalassimo 1500 Ferrari all’anno ai Paesi stranieri, perché formare un medico per sei anni di università costa circa 150 mila euro alla collettività e mandare questi laureati all’estero equivale a regalare lo sforzo fatto per la loro formazione. 

Molti in pensione

Il problema della mancanza dei medici si pone oggi perché stanno andando in pensione moltissimi specialisti assunti negli Anni 70, per raggiunti limiti di età, ma è aggravato da un altro fenomeno : "Assistiamo a dimissioni volontarie di colleghi che non sopportano più le condizioni disagiate dovute al blocco del turnover. Vanno alla ricerca di situazioni meno problematiche con meno disagi e vanno a lavorare nel privato". Spesso chi rimane negli ospedali deve sopperire alla mancanza di colleghi sottoponendosi a turni pesanti, che in molti casi superano le dodici ore. 

I costi

Ma quanto costerebbe mettere duemila posti in più all’anno nelle scuole di specializzazione? "Abbiamo calcolato che per  aumentare di duemila unità il numero delle borse di studio servirebbero 260 milioni che suddivisi tra le regioni italiane sarebbe un costo di due  o tre milioni all'anno, una cosa sopportabile per i bilanci delle regioni” conclude Palermo 

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