Confiscati 32 milioni a "Scarface", boss del clan Mazzei di Catania

Nell'operazione sono stati confiscati 28 beni immobili (Ansa)
2' di lettura

Ai domiciliari William Alfonso Cerbo. Il provvedimento di confisca riguarda anche 24 appartamenti ad Anzio, una villa su 3 piani con parco a Catania, 2 fabbricati a Ragusa e un terreno di 15mila metri quadrati al Paradiso degli Aranci

La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni per 32 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, considerato un uomo del clan Mazzei, e ai domiciliari dal 2014. All'operazione, legata a un provvedimento emesso dal Tribunale di Catania su richiesta della Dda della locale procura Distrettuale, ha collaborato anche personale del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata di Roma. Cerbo è noto agli investigatori per la sua abitudine di emulare il personaggio del boss Tony Montana del film "Scarface", tanto da essersi fatto costruire un trono con sopra riportate le sue iniziali, uguale a quello sul quale era solito sedersi nel film di Brian De Palma l'attore Al Pacino. 

L'operazione Scarface del 2014

A Cerbo, accusato di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta, è stata notificata anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per tre anni. Il presunto boss affiliato al clan Mazzei è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell'aprile del 2014 assieme ad altre 15 persone nel corso dell'operazione denominata "Scarface". Secondo l'accusa i proventi delle attività delittuose e delle bancarotte realizzate con metodo mafioso venivano inseriti nel circuito legale attraverso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche (a copertura di bische clandestine) e anche enti senza scopo di lucro. Ciò avveniva con la complicità di prestanome, familiari e conviventi. 

Case, ville e parchi

Il provvedimento di confisca emesso il 1 agosto 2018 interessa quote di 8 società commerciali (con sede a Roma, Catania, Bergamo, Aprilia, Comiso, Palmanova, Buccinasco e Castelfranco Veneto), già in amministrazione giudiziaria in quanto sottoposte a sequestro nel luglio 2016, e 28 beni immobili ubicati in diverse regioni d'Italia come: una villa su tre piani con annesso parco a Catania, 2 fabbricati commerciali a Ragusa, 24 appartamenti ad Anzio (Roma) e un terreno di 15mila metri quadrati a Catania, in località Paradiso degli Aranci.

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