Topi nel carcere di Opera, anche in infermeria: i detenuti protestano

Un'immagine dell'interno del carcere di Opera (Ansa)
3' di lettura

In una lettera alla direzione, i carcerati spiegano che gli episodi si starebbero "ripetendo da mesi". Uno di loro, malato di tumore, è stato morso da un ratto e poi sottoposto a profilassi

Proteste al carcere di Opera, dove i detenuti segnalano la presenza di topi. E raccontano di uno di loro, malato di tumore, che è stato morso da un roditore e poi sottoposto a profilassi. In una lettera alla direzione della struttura, una trentina di carcerati ha raccontato che gli animali, di "dimensioni notevoli", si trovano anche "nella doccia del reparto infermeria". Gli episodi si starebbero "ripetendo da mesi", ma nonostante le segnalazioni - si lamentano i detenuti - "non si è giunti a nessuna soluzione da parte della direzione". "Crediamo che la situazione sia diventata davvero intollerabile", si legge nella missiva.

Detenuto malato di cancro morso da un topo

Nella lettera, si fa poi cenno alla vicenda di un detenuto malato di cancro e morso da un topo, che ha chiesto di essere scarcerato e messo ai domiciliari nei mesi scorsi per via delle sue condizioni di salute. Ma prima la Corte d'Appello, e poi il Tribunale del Riesame di Milano, gli hanno detto di no. Il 44enne, condannato in primo grado a 18 anni, si è ammalato in prigione poco dopo essere stato arrestato, nel 2016. Per i giudici del Riesame, "la detenzione in sè considerata, ovviamente effettuata come nel caso in un centro clinico, non palesa insuperabili problematiche connesse alla patologia". La consulenza della difesa e la perizia del Tribunale concordano che i cicli di chemioterapia a cui si sta sottoponendo determinano "un elevato rischio di complicanze infettive a breve e a lungo termine". Ma le conclusioni sono diverse: per il medico incaricato dalla difesa, questo quadro clinico rende molto pericolosa la permanenza dietro le sbarre, mentre il perito del Tribunale si limita a indicare le precauzioni a cui dovrebbe attenersi il detenuto, ma sostiene di non essere in grado di verificare quale sia la concreta situazione della casa circondariale.

Il racconto del detentuo: "Un topo mi ha morso sul braccio"

La valutazione, alla fine, è stata fatta dal Tribunale del Riesame che ha affrontato anche l'episodio del morso del topo, raccontato dallo stesso detenuto prima in udienza, dove ha mostrato i segni lasciati sul braccio dal ratto, sia in una lettera ai suoi avvocati, firmata anche da altri due detenuti-testimoni.  "Il 29 aprile del 2018, alle 4 del mattino, un topo sbucato dai cestini portacibo mi ha morso sul braccio destro ed è poi scappato. Lo ha ucciso il mio compagno di cella con una scopa e io ho deciso di conservarlo in un contenitore per alimenti per farlo vedere al medico perito che mi ha visitato il giorno dopo". Il detenuto, che aveva appena terminato un ciclo di chemio, è stato visitato dal medico infettivologo del carcere che gli ha fatto una puntura antitetanica prescrivendogli una cura di antibiotici per alcuni giorni. Sul punto, il Riesame "in assenza di elementi obbiettivi di riscontro, prende atto delle dichiarazioni del detenuto", e "nell'incertezza dell'effettività di quanto rappresentato, segnala che sono state adottate le cautele del caso attivando un'adeguata profilassi". Critico uno dei legali del detenuto: "Il fatto è certo. È grave che il Tribunale si limiti a 'prenderne atto' e a dire che il problema è stato superato dall'antitetanica senza preoccuparsi di svolgere accertamenti sull'episodio e sulla presenza di topi a Opera".

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