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Firenze, inseguimento tra auto dopo lite: morto il ragazzo investito

Cronaca
Il luogo dove è avvenuto l'incidente (ANSA)

È successo in periferia dopo un litigio tra famiglie che vivono nel campo nomadi di Poderaccio. Due le persone fermate e altre due denunciate a piede libero. Il sindaco Nardella: "Inaccettabile"

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Non ce l'ha fatta Duccio Dini, il 29enne travolto il 10 giugno da un'auto impegnata in un inseguimento lungo le vie di Firenze, nel quartiere dell'Isolotto. Duccio è stato investito mentre era fermo al semaforo per andare a lavoro (FOTO). Ricoverato in condizioni disperate all'ospedale di Careggi, è stato dichiarato morto al termine di un accertamento dell'attività encefalica durato sei ore. I familiari hanno dato il consenso alla donazione degli organi. I tre uomini che si trovavano sulle auto, tutti nomadi residenti nel campo del Poderaccio, adesso sono accusati di omicidio volontario con dolo eventuale. E mentre il sindaco Dario Nardella annuncia il lutto cittadino, il ministro dell'Interno Matteo Salvini, esprime il suo cordoglio alla famiglia e dice che presto sarà a Firenze "per affrontare la questione della sicurezza e per porre un argine alla criminalità diffusa in alcune zone della città". 

Tensioni in campo nomadi

In serata c'è stato qualche momento di tensione alla manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia dov'è arrivata la notizia della morte del 29enne. Un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo e ha cercato di entrare nel vicino campo del Poderaccio, presidiato dalle forze dell'ordine. I manifestanti hanno scandito slogan per chiedere lo smantellamento del campo e qualcuno ha cercato di entrare forzando il cordone di polizia. Poi qualche offesa è volata, poco lontano, anche nei confronti di una famiglia straniera che vive lì vicino.

Arrestati due uomini

Sul fronte dell'inchiesta le accuse per i tre uomini sono aggravate dal fatto che per gli inquirenti impegnandosi nell'inseguimento a tutta velocità loro hanno accettato il rischio di uccidere qualche malcapitato, cosa che purtroppo è accaduta. Il pm Tommaso Coletta conferirà l'incarico al consulente tecnico nominato per l'esecuzione dell'esame medico legale sul cadavere del 29enne. Cadute, invece, le accuse sollevate inizialmente nei confronti del 43enne rom inseguito. 

L'inseguimento dopo una lite

L'inseguimento sarebbe partito dopo una lite. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il litigio sarebbe iniziato in un centro commerciale dove i membri di una famiglia avrebbero accusato un uomo di aver abbandonato la compagna. Quest'ultimo sarebbe salito sulla sua auto, all'inseguimento della quale sarebbero partite altre due vetture. Dopo aver percorso circa un chilometro a folle velocità, i mezzi si sono trovati davanti un semaforo rosso con lo scooter su cui viaggiava il ragazzo travolto, poi deceduto, e un'auto. Nella carambola che è seguita, sarebbero rimaste coinvolte anche un'altra vettura che proseguiva nella stessa direzione e un mezzo che entrava in quel momento in viale Canova. Complessivamente sono state coinvolte, oltre allo scooter, cinque auto e un furgone. Illesi due bambini di 6 e 8 anni che erano con il papà a bordo di una delle macchine tamponate.

Una delle due auto fuori strada e in fiamme

Secondo quanto ricostruito, una delle due macchine coinvolte nell'inseguimento è finita in una siepe, ha preso fuoco e il guidatore è stato ricoverato all'ospedale di Torregalli, dove è piantonato dai carabinieri. 

Nardella: fatto "inaccettabile"

Il sindaco Nardella ha definito il fatto "inaccettabile". "Firenze non è razzista, Firenze non vuole la guerra: vendetta e violenza non appartengono al suo vocabolario", ha aggiunto parlando in Consiglio comunale. "Invito la cittadinanza a mantenere la calma e a partecipare uniti al dolore della famiglia. Alle forze politiche chiedo di non avallare o organizzare iniziative che incitino alla violenza e all'odio razziale".