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Terremoto Amatrice e fondi sms, procuratore Rieti: una bolla di sapone

Cronaca

Secondo il sindaco di Amatrice, i Comuni più colpiti dal sisma del 2016 non hanno ricevuto neanche un euro dei 33 milioni raccolti. Giuseppe Saieva, capo della Procura rietina, ha aperto un fascicolo ma spiega: “Si va verso l'insussistenza della notizia di reato”

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"Secondo quanto abbiamo appreso dai giornali si va, secondo me, verso l'insussistenza della notizia di reato, perché se i fondi raccolti sono confluiti nelle casse della Protezione Civile il fatto si rivelerà una grossa bolla di sapone". Il procuratore di Rieti Giuseppe Saieva ha commentato così il caso dei fondi raccolti per le zone terremotate con gli sms solidali, che secondo il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi non sarebbero stati destinati ai Comuni più colpiti dal sisma. "Abbiamo aperto un fascicolo modello 45 nell'ambito del quale possiamo fare una ricerca della notizia criminis", ha detto Saieva.

Pirozzi in Procura

Il 24 settembre era stata anticipata l’apertura di un fascicolo senza ipotesi di reato, allo scopo di verificare il percorso fatto dalle donazioni. Il procuratore capo di Rieti ha convocato il primo cittadino di Amatrice Sergio Pirozzi come persona informata sui fatti. Il sindaco, in Procura, ha spiegato le sue dichiarazioni, secondo cui i fondi solidali non sono mai arrivati a destinazione. "Ho ribadito quello che ho detto nei giorni scorsi, mi sono fatto portavoce dell'indignazione degli italiani, di chi mi ha scritto e di chi mi ha fermato per strada. Di coloro che quando hanno versato i soldi intendevano darli ad Amatrice. È stata tradita la fiducia degli italiani”, ha detto Pirozzi.

Le accuse del sindaco

La polemica è nata dopo le accuse lanciate ieri dal palco di Atreju dal sindaco Pirozzi: “La gestione degli sms solidali è stata scandalosa. Ad Amatrice, Accumoli e altri paesi non è arrivato niente. Per fortuna sono arrivati i soldi della solidarietà degli italiani”, ha detto, spiegando che nemmeno un euro dei 33 milioni che gli italiani hanno donato attraverso gli sms solidali (al numero 45500) sarebbe arrivato ai comuni più colpiti dal terremoto il 24 agosto 2016. Il primo cittadino ha raccontato che quel denaro sarebbe stato utilizzato per altri scopi e per interventi “estranei alle aree pertinenti”.  (LO SPECIALE TERREMOTO)

L’intervista a Sky TG24

Parole ribadite da Pirozzi anche ai microfoni di Sky TG24: “Ad Amatrice non è arrivato niente. Credo che gli italiani volessero destinare quei soldi anche al nostro paese, invece è stata tradita la volontà popolare”. Ma la Protezione Civile, dopo le accuse, ha risposto con una nota, spiegando che “nessun euro donato dagli italiani è sparito" e precisando che le donazioni raccolte “sono confluite nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione dopo l'approvazione dei progetti proposti dalle Regioni d'intesa con i territori colpiti”. Nella nota, è stato linkato anche “l’elenco dei progetti approvati nella seduta del 17 luglio scorso dal Comitato dei Garanti - che ha il compito di garantire la gestione trasparente delle risorse”.