Il provvedimento straordinario disposto prima della Mezzanotte
di Gian Mario Sias
La riedizione in chiave Covid della saga di "Don Camillo e Peppone" va in scena a Bono, nel Sassarese. A scrivere il nuovo capitolo della commedia scritta da Giovannino Gaureschi, ravvivando un Capodanno che per il centro del Goceano sarebbe stato sin troppo pacifico, sono gli amministratori comunali, autori di una "gaffe" amministrativa bocciata dalla catena di comando del Ministero dell'Interno. A "vestire" i panni di Peppone c'è il vicesindaco Nicola Spanu, che il 29 dicembre ha vietato sino al 17 gennaio, con un'ordinanza, messe e altre cerimonie religiose in tutte le chiese del paese, a causa Coronavirus. A don Mario Curzu, parroco di Bono, non è restato che indossare la tonaca di Don Camillo e replicare dal pulpito più "pop": la pagina Facebook della chiesa di San Michele Arcangelo. Per lui e il suo vice, don Raffaele, "il 2020 si chiude con una brutta e triste e pagina". I due si dicono "rattristati di non poter stare vicino a chi, in questo momento, avrebbe voluto il conforto e l'aiuto della Chiesa. Siamo a disposizione delle altre parrocchie della diocesi". Sui social parte lo scontro tra fedeli e rigoristi anti-contagio, la notizia fa il giro della diocesi e raggiunge il vescovo di Ozieri, Corrado Melis. "Dissentiamo in maniera radicale da un'indebita e grossolana ingerenza nella sfera del culto", scrive il monsignore, che cita "i tempi guareschiani di Don Camillo e Peppone", manifesta "forte imbarazzo per un documento perentorio" e invita gli amministratori "a scegliere la pista del dialogo". Da schermaglia di paese, la vicenda diventa caso diplomatico tra Stato e Chiesa con l'intervento della prefetta di Sassari, Maria Luisa D'Alessandro. I confronti con gli amministratori di Bono vanno a vuoto e allora lei scrive al Ministero dell'Interno, ottenendo il placet per l'annullamento straordinario governativo dell'ordinanza, firmato poi dal suo vicario e notificato al vicesindaco. Il sindaco Elio Mulas non risponde alle telefonate, ma il decreto prefettizio è annunciato con vena polemica dalla pagina Fb del Comune: "L'ordinanza è stata annullata nonostante le numerose telefonate intercorse tra l'amministrazione e il prefetto, in cui si è ripetutamente precisato che la situazione era piuttosto preoccupante". E don Mario, sempre su Fb, ricorda "la distanza e l'obbligo della mascherina, nel rispetto delle disposizioni ministeriali e della Cei".
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