Imprese agricole "morte per burocrazia"

Sardegna
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Coldiretti porta a Cagliari mille persone, "sveglia a Giunta"

Coldiretti ritorna in piazza, a Cagliari, con oltre mille agricoltori per dire no alla burocrazia che ostacola l'erogazione dei rimborsi per la siccità e lo sblocco delle pratiche del Piano di sviluppo rurale. I mille si sono riuniti in piazza del Carmine e da lì hanno raggiunto in corteo la vicina via Caprera, dove appunto ha sede Argea, l'agenzia per la gestione e l'erogazione degli aiuti in agricoltura della Regione Sardegna. Un corteo "funebre", con tanto di croci di legno per simboleggiare la fine a cui andrebbe il comparto se "si continua di questo passo".

"Oggi vogliamo dare una sveglia alla politica regionale - ha spiegato il presidente dell'associazione Battista Cualbu - chiediamo che l'ente pagatore si insedi quanto prima e si prenda una decisione immediata perché sono ventimila le domande presentate per i danni da siccità, solo mille quelle istruite e 300 messe in liquidazione. Di questo passo ci vorranno tre anni".

"La nuova Giunta e il presidente Solinas avevano preso impegni ben precisi, ora li rispettino", ha concluso. "Non possiamo più aspettare - ha ribadito il direttore di Coldiretti Luca Saba - queste imprese che stanno morendo per colpa della burocrazia devono essere aiutate, anche perché ci sono 37 milioni per i danni della siccità e per gli altri settori fermi dal 2017". Alla Giunta, incalza Saba, "chiediamo un segnale importante". Quanto all'ente pagatore, "abbiamo necessità già oggi di definire la strutturazione di questo ente, anche attraverso la nomina di un commissario". Quella di oggi, ha sottolineato il direttore di Coldiretti, "è solo un'azione dimostrativa, noi non ce la prendiamo con i funzionari, il vero problema sono le norme e tutto ciò che blocca le pratiche".
   

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