Cresce extralberghiero nell'isola, +33%

Sardegna
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Boom in Gallura, bene Alghero e sud Sardegna. Calo nell'interno

Cresce il settore extralberghiero in Sardegna. Appartamenti, case vacanza, ville, B&B, affittacamere, agriturismo, glamping (la nuova frontiera del camping) hanno fatto registrare la scorsa estate una crescita media del 33%. Sardegna spaccata: c'è un nordest che da solo genera il 45% dei ricavi, l'ovest è ancora da inventare e c'è un sud che avanza del 37% rispetto allo scorso anno. Sono i dati che emergono dalle analisi dell'Osservatorio dell'associazione Extra sui dati Airbnb resi noti nel corso della prima giornata di Extra, il salone nazionale dell'extralberghiero cominciato oggi con i primi incontri e le tavole rotonde e in programma anche domenica alla Fiera di Cagliari.
    Una fetta rilevante della quota è Cagliari. Sempre dallo studio emerge che il mercato cagliaritano presenta 1200 host attivi ed è cresciuto con l'inserimento del 31% di nuovi alloggi nel 2018 e un picco del 26% in più di prenotazioni nei mesi di luglio, agosto e settembre rispetto al 2017.
    La parte del leone la fanno chiaramente Olbia e la Costa Smeralda, con un fatturato che ha raggiunto quasi i 60 milioni e che ha consentito un incremento del 36,7% per una fetta che va a prendersi il 45,8% della torta sarda. Risultati che andrebbero sommati al nordovest: ad Alghero e dintorni il fatturato supera i 15 mln e cresce del 35,7% per una quota del mercato isolano che supera il 12%. Bene il sud con il tridente Pula, Cagliari, Villasimius: fatturato di quasi 32 mln e crescita di quasi il 38% (la migliore della stagione) con un peso di circa un quarto del mercato.
    Numeri in calo solo nell'entroterra con un -7%. Ma la quota centro Sardegna incide sul mercato dello 0,16%. "Un settore - ha spiegato all'ANSA Maurizio Battelli, presidente Extra - in continua evoluzione e crescita. Ormai in tanti, penso a Castello a Cagliari, investono, ristrutturano e arredano le case per questo settore arricchendo l'offerta. La diversificazione dell'offerta extralberghiera favorisce un turismo più 'democratico', consentendo anche ai centri che non dispongono di strutture alberghiere di accogliere visitatori".

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