Uccisa al parco: Anm E-R 'il giudice non può controllare il percorso di recupero'

Emilia Romagna
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'I magistrati di Reggio Emilia hanno applicato la legge'

Il meccanismo che prevede la possibilità di sospensione della pena subordinata alla frequenza e al compimento di corsi di recupero e assistenza psicologica per i condannati, applicato nel caso di Mirko Genco, che a Reggio Emilia ha ucciso l'ex compagna Juana Cecilia Loayza "è privo di una disciplina applicativa che consenta al giudice il controllo sull'effettiva utilità del percorso intrapreso e deve, a nostro avviso, essere rivisitato dal Legislatore". E' l'opinione della giunta dell'Anm dell'Emilia-Romagna, che interviene sul femminicidio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi.
    "Quotidianamente - prosegue l'associazione nazionale magistrati emiliano-romagnola - ci sentiamo impegnati, nel nostro ruolo, a contrastare la violenza di genere consapevoli, tuttavia che la violenza contro le donne è una condizione strutturale della nostra società, diffusa e radicata che per essere superata richiede interventi continuativi da parte degli organismi istituzionali che, agendo in sinergia tra loro, devono operare al fine di riconoscerla, prevenirla, contrastarla e punirla".
    Nel caso di Reggio Emilia, ricorda la nota dell'Anm "i magistrati del Pubblico ministero e del Tribunale di Reggio Emilia hanno applicato la legge".
    "Il nostro Paese - dice ancora l'associazione - si è dotato negli ultimi anni di un apparato normativo avanzato per il contrasto alla violenza di genere, da ultimo con la legge 19 luglio 2019 n. 69 (cosiddetto 'Codice Rosso') che ha consentito alle forze dell'ordine ed alla magistratura di fare molto, ma notevoli criticità applicative permangono: la necessità di ulteriore specializzazione e formazione di tutti gli operatori (forze di polizia, servizi territoriali, avvocati e magistrati), le frequenti remissioni di querela e la conseguente svalutazione del rischio, la scarsa capacita ricettiva di enti e associazioni per il recupero e la prevenzione dei soggetti condannati per reati di violenza di genere ai fini dell'applicazione della sospensione condizionale della pena". (ANSA).
   

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