Unioni civili: il cognome comune della coppia non muta l'anagrafe

Emilia Romagna
@ANSA
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Consulta valuta per prima volta norma su persone stesso sesso

La funzione del "cognome comune" − come cognome d'uso senza valenza anagrafica − non determina alcuna violazione dei diritti al nome, all'identità e alla dignità personale. E' la disposizione contenuta nel decreto attuativo della cosiddetta legge Cirinnà deve pertanto ritenersi legittima. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che ha valutato, per la prima volta, la legittimità della disciplina delle unioni civili tra persone dello stesso sesso per quanto attiene al "cognome comune" scelto dalle parti dell'unione civile.
    Secondo la Consulta deve pertanto ritenersi legittima la disposizione contenuta nell'articolo 3 del D.lgs del 2017, là dove prevede che la scelta del "cognome comune" non modifica la scheda anagrafica individuale, nella quale rimane il cognome precedente alla costituzione dell'unione.
   

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