Caso Carabellò, chiesta la condanna per il falso testamento

Emilia Romagna
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Per l'imputata Simona Volpe, amica della fidanzata morta

l pm della Procura di Bologna Stefano Orsi ha chiesto una condanna a due anni e due mesi per Simona Volpe, accusata di falsificazione e soppressione di testamento. Il processo nacque dall'inchiesta sulla scomparsa di Biagio Carabellò, di cui non si hanno notizie dal 23 novembre 2015 e per cui recentemente la Procura ha chiesto l'archiviazione. L'imputata è un'amica della fidanzata di Carabellò, Elisabetta Filippini, morta nel 2010. Nel testamento Volpe, assistita dall'avvocato Anna Vio, era nominata unica erede, ma tre perizie - dei consulenti della Procura, del Ris di Parma e degli esperti nominati dalla parte civile - hanno concluso per la falsità dell'atto.

Le indagini dei carabinieri avevano preso le mosse dall'esposto dei familiari dello scomparso, assistiti dall'avvocato Barbara Iannuccelli, dopo il ritrovamento a casa di Carabellò di un altro testamento olografo di Elisabetta Filippini, che designava invece il fidanzato come erede di due terzi dei propri beni.
   

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