Covid:ristori terziario tengono in vita 350 imprese 'zombie'

Valle D'Aosta
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Indagine Confcommercio: crollo ricavi anche del 64%

   Sono 350 le imprese 'zombie' del terziario in Valle d'Aosta, di fatto inattive ma "tenute in vita dai ristori". E' quanto emerge dall'indagine congiunturale realizzata da Format research, su incarico della Confcommercio valdostana.
    Il 2020 si chiude con un numero di imprese nuove nate nella regione alpina molto più basso rispetto a quello del 2019: le nuove iscrizioni nel terziario sono crollate del 25%, che rappresenta la variazione negativa più marcata in tutto il Nord Ovest. Allo stesso tempo, secondo lo studio di Confcommercio, si rileva un fenomeno di congelamento delle cessazioni (-4%): "i ristori - si spiega - tengono in vita imprese oramai di fatto inattive (circa 350) e si teme una forte contrazione del tessuto imprenditoriale nel 2021 perché chiudere oggi un'impresa presenta costi elevati". Il saldo delle imprese esistenti in Valle d'Aosta nel 2020 rispetto al 2019 è di -48.
    E' questo il risultato - in base all'analisi dell'associazione di categoria - delle limitazioni alle attività, con evidenti effetti negativi sui ricavi: i pubblici esercizi perdono il 64% in un anno, il dettaglio non alimentare il 45%.
    Pesanti le ricadute attese sul versante occupazionale, in vista dello sblocco dei licenziamenti: si attesta su un -19% la possibile perdita di occupati, con punte di -40% per i pubblici esercizi e il turismo. 

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