Recovery: Regioni autonome chiedono gestione fondi

Valle D'Aosta
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Lettera a premier Draghi di Fvg, Vda e province Trento e Bolzano

   Le Regioni autonome Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia e le province di Trento e Bolzano hanno chiesto al governo di poter gestire direttamente una quota dei fondi derivanti dal Recovery Fund. Lo ha riferito oggi Luciano Caveri, assessore della Valle d'Aosta con delega agli affari europei. La richiesta è stata formalizzata in una lettera inviata al premier Draghi e ai ministri competenti. "Abbiamo chiesto che le risorse destinate a interventi che attengono funzioni di competenza delle autonomie speciali - ha spiegato - siano pro quota trasferite alle stesse per essere gestite in autonomia". Secondo Caveri "ora noi dobbiamo capire quale cifra ci spetterà e dovremo decidere noi come intervenire, nel solo rispetto delle direttrici fissate dall'Unione europea. Altrimenti, non potremo che essere in disaccordo con il Governo".
    Intervenendo in Consiglio regionale Caveri ha anche lamentato una gestione del dossier "in maniera centralistica a livello nazionale, con il coinvolgimento solo delle amministrazioni centrali, sebbene le Regioni abbiano chiesto, fin dall'inizio e ripetutamente, la partecipazione attiva e propositiva a questo processo". Si tratta per l'assessore valdostano di "un atteggiamento in netta rottura con quanto richiesto a livello europeo, che ha sollecitato il coinvolgimento della democrazia locale". 

Il consigliere Marco Carrel (Pour l'autonomie) illustrando l'interpellanza sulle priorità individuate dal Governo regionale per l'utilizzo dei fondi previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza ha espresso preoccupazione per il fatto che "oggi ci sia ancora così tanta confusione rispetto agli obiettivi che vogliamo conseguire". "Abbiamo capito - ha aggiunto - che aspettiamo quanto decide Roma per poi agire: in quanto autonomisti, non è quanto speravamo di sentire, perché sappiamo quanto siano importanti questi fondi per dare un nuovo sviluppo alla nostra regione". Secondo Carrel "la strada da fare è tanta e le idee non sono per niente chiare: per poter ripartire, per avere peso, bisogna mettere in campo tutte le energie diplomatiche di cui disponiamo, ma soprattutto dobbiamo avere degli obiettivi, pochi, chiari e ben definiti, e magari anche condivisi anche con questo Consiglio regionale".

 

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