Moria di trote a Brusson, assolto imprenditore

Valle D'Aosta
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Per titolare società idroelettrica pm aveva chiesto sette mesi

   Il giudice monocratico del tribunale di Aosta Marco Tornatore ha assolto Alberto Arditi, 59 anni, legale rappresentante della società idroelettrica Messuère energie di Issogne, dalle imputazioni di distruzione o deturpamento di bellezze naturali e di impedimento di controllo.
    L'accusa riguardava la moria di una sessantina di trote nell'agosto 2019 a Brusson, dopo la presunta messa in secca del torrente Messuère, da cui la sua azienda è autorizzata al prelievo. A causarla, secondo gli inquirenti, era stato il mancato rispetto del deflusso minimo vitale e durante un'ispezione del Corpo forestale per verificare questo aspetto si era verificata una piena del torrente (di qui l'ipotesi di impedimento di controllo). Una seconda accusa di distruzione o deturpamento di bellezze naturali riguardava un altro sopralluogo, del dicembre 2019, in cui i forestali avevano trovato il torrente in secca.
    La procura aveva chiesto in tutto sette mesi di reclusione e 2.000 euro di ammenda.
    La ricostruzione degli inquirenti sulla moria di trote si basa "sui rilievi fatti quando la situazione non è più pacificamente quella di inizio agosto. Se io trovo i pesci morti la sera del 6, sono morti almeno nelle 24 ore precedenti e se la morte è determinata da una secca, questa secca si è progressivamente creata nei giorni precedenti", quindi "la fotografia andava fatta i primi di agosto" non "il giorno 7, dopo due violenti temporali", ha detto nella sua arringa l'avvocato difensore, Michele Peracino, rifacendosi anche a una consulenza.
    Era uscito dal procedimento facendo domanda di oblazione Savino Vacquin, presidente del Consorzio di miglioramento fondiario di Brusson, autorizzato al prelievo dal torrente per fini irrigui.
    Per lui la procura aveva chiesto l'emissione di un decreto penale di condanna (ammenda di 516 euro), per distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Arditi si era opposto a un analogo provvedimento (una multa di oltre 6.000 euro) chiesto nei proprio confronti.
    Lo scorso 22 febbraio la Regione Valle d'Aosta aveva sospeso per 15 giorni l'autorizzazione al prelievo d'acqua per la Messuère energie, "in ragione del reiterato mancato rispetto del rilascio dei quantitativi" di deflusso minimo vitale.

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