Operazione Gran Baita, assolti Maquignaz e Colliard

Valle D'Aosta
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Giudice, "fatto non previsto dalla legge come reato"

   Il gup di Aosta ha assolto "perché il fatto non è previsto dalla legge come reato" l'ex presidente della Cervino spa Federico Maquignaz, di 53 anni, di Valtournenche e per Ezio Colliard di 65 anni, di Hone, in qualità di rappresentante legale della Vico - valdostana impresa costruzioni srl. Erano imputati per concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
    La procura aveva chiesto otto mesi di reclusione per ciascuno.
    L'inchiesta riguarda il presunto accordo per la cessione dell'albergo Gran Baita di Cervinia, venduto nel 2016 dalla Cervino spa per 1 milione 570 mila euro alla Vico di Colliard.
    L'imprenditore, insieme ad altre persone, aveva poi costituito una nuova società (La Gran baita srl) che nel novembre 2018 aveva rivenduto l'immobile a 4 milioni 350 mila euro e - sostiene la procura - senza effettuare alcun lavoro. Secondo l'accusa il tutto era avvenuto con "accordi, collusioni e mezzi fraudolenti", turbando "la regolarità della procedura di vendita" o "il procedimento diretto a stabilire il contenuto del bando" per "condizionare le modalità di scelta del contraente garantendo alla Vico srl l'aggiudicazione con relativi ingenti vantaggi economici". Maquignaz è difeso dall’avvocato Corrado Bellora, Colliard dall’avvocato Monica Atzei.
    Secondo l'accusa il 17 marzo 2016 la Cervino spa (partecipata all'86 per cento da Finaosta) aveva trasmesso un invito a presentare offerte a nove soggetti. Il termine - sostengono gli inquirenti - era "brevissimo", fissato al 21 aprile dello stesso anno. Inoltre non era stato indicato alcun prezzo base per l'immobile, nonostante la stima di Finaosta, nel maggio 2016, fosse di 2 milioni e 58 mila euro.
    Nato negli anni trenta come grande albergo, l'hotel Gran Baita era stato semidistrutto da un rogo nel 1973 e fino a qualche anno fa ospitava alcuni uffici.

L'avvocato Corrado Bellora, difensore di Maquignaz, ha sottolineato che "Cervino spa, essendo una partecipata pubblica, non è un ente pubblico. Quindi non risponde dei reati contro la pubblica amministrazione e una turbativa d'asta organizzata da una pubblica amministrazione non può essere applicabile a una società privata, perché la Cervino è una società per azioni". Inoltre ha aggiunto che "l'operazione non aveva alcun profilo di illegittimità, perché la compravendita era assolutamente regolare". Colliard era difeso dall'avvocato Monica Atzei. Le motivazioni della sentenza del gup Giuseppe Colazingari sono attese entro 90 giorni. Il processo si è svolto con il rito abbreviato.

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