Covid: falsi positivi ad Aosta, depositata denuncia in procura

Valle D'Aosta
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Avvocato Navarra, da errore dipendono salute e libertà cittadini

Una "denuncia a tutela della collettività" affinché gli inquirenti valutino la sussistenza dei reati di epidemia colposa e di turbata libertà dell'industria o del commercio a seguito del caso dei 61 casi falsi positivi al coronavirus diagnosticati nel fine settimana scorso all'ospedale Parini. E' quanto ha depositato stamane in procura ad Aosta l'avvocato Orlando Navarra.
    Sedici dei 61 falsi positivi - ha ricostruito l'Usl -, già ricoverati per altri motivi, erano trasferiti nei reparti Covid fino alla scoperta, lunedì, della loro negatività. Queste persone, scrive il legale, "sono state esposte al rischio di contagio e quindi a subire il potenziale reato di epidemia" colposa: "la salute di una pluralità di persone è stata dunque messa a rischio".
    "I falsi positivi, inoltre, hanno sicuramente influito - aggiunge - sul numero dei contagiati e ricoverati" e l'accaduto sembra "poter avere effetti sul calcolo dell'indice di riproduzione della malattia (Rt)".
    "Dall'errore o dal difetto di funzionamento - scrive l'avvocato Navarra - dipendono sia la salute che la libertà dei cittadini intesa quest'ultima sia come diritto ad esercitare le proprie attività economiche sia come diritto di godere delle libertà costituzionali senza impedimenti". Per questo "quanto esposto potrebbe", secondo il legale, "comportare il rischio per i valdostani, a causa dell'errore di funzionamento del sistema, di vedere restare più a lungo la Valle d'Aosta in zona rossa o zona arancione con l'ulteriore conseguenza di irreparabili danni all'industria ed al commercio".
    L'avvocato Navarra ritiene "doveroso accertare se effettivamente si sia trattato di una mancanza di corrente, se nel passato non siano avvenuti fatti analoghi con la stessa tipologia di macchinari e, infine, se sia stata aperta un'inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità ed evitare che analoghi disguidi si verifichino in futuro". Dichiarando di opporsi all'eventuale definizione del procedimento con "decreto penale di condanna" o "patteggiamento senza risarcimento", il legale intende "agire per il ristoro dei danni tutti, morali, non patrimoniali e materiali, ad esso derivati mediante la costituzione di parte civile in dibattimento". 
   

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