COVID, il punto in Valle d'Aosta

Valle D'Aosta
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Ombre su prospettive economiche, a partire da stagione turistica

Peggiora la situazione sanitaria in Valle d'Aosta legata all'emergenza Covid e peggiorano anche le prospettive economiche di una stagione turistica che ormai è quasi perduta. A pochi giorni dalla fine del 2020 nella regione alpina torna a crescere il contagio: nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 61 nuovi contagiati e ci sono stati due decessi.
    I casi positivi attuali sono scesi a 494, 62 in più di ieri e non ci sono state nuove guarigioni. I ricoverati salgono a 99 (53 all'Ospedale Parini, 31 all'Isav, 11 all'Ospedale da campo) dei quali quattro in terapia intensiva. Infine sono 395 le persone in isolamento domiciliare.
    Sul fronte economico, dopo il documento degli assessori regionali delle Alpi che chiedono al governo "una data di apertura certa" degli impianti di sci e "adeguati ristori per tutte le imprese colpite dalle limitazioni", arriva l'appello del neo-sindaco di Courmayeur, Roberto Rota: "E' urgentissimo avere una data che sia rispettata: se così non fosse, andrebbe considerato che l'intera stagione invernale è stata preclusa, non solo agli impiantisti ma a tutto l'indotto. Quindi lo Stato dovrà ristorare nei dovuti modi". "Sicuramente il fatto di non avere certezza" sulla data di riapertura delle piste da sci, secondo Rota "sta creando un danno enorme, non solo alla società di impianti di risalita ma a tutto l'indotto, quindi a tutte le attività sulle piste e in paese". Per questo "il non avere una certezza di riapertura pregiudica le prenotazioni e, a livello di clientela, l'idea della vacanza, quindi il predisporre la possibilità di andare in vacanza: questo sta diventando insostenibile".
    Sull'argomento è intervenuta la Lega Valle d'Aosta ribadendo che in Valle d'Aosta gli impianti di risalita sulle piste da sci possono "essere riaperti semplicemente dotandoci di protocolli di sicurezza regionali". Secondo il Carroccio "la soluzione a questo problema c'è già e si trova nella nostra legge regionale recentemente approvata dal Consiglio regionale e contestata dal Governo nazionale. All'articolo 2 comma 16 è previsto che gli impianti possano essere riaperti semplicemente dotandoci di protocolli di sicurezza regionali". 
   

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