COVID, il punto in Valle d'Aosta

Valle D'Aosta
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Il 27 dicembre via a vaccini. Anef, slitta partenza stagione sci

Da 48 ore in Valle d'Aosta non si registrano decessi legati al Covid-19. Continua però a salire il numero dei ricoverati: sono 90 (45 all'Ospedale Parini, 33 all'Isav, sei all'Ospedale da campo) dei quali cinque in terapia intensiva. I contagiati attuali sono scesi a 456 (le guarigioni sono state 51) mentre sono 361 le persone in isolamento domiciliare.
    Intanto il presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha firmato l'ordinanza che regolamenta le visite e l'accesso dei familiari alle strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali pubbliche, private e convenzionate presenti sul territorio della Valle d'Aosta per le festività natalizie 2020, dal 22 dicembre al 10 gennaio 2021. "Nel massimo rispetto delle normative di contenimento dell'emergenza pandemica", l'ordinanza "va nella direzione di avvicinare il più possibile gli anziani delle micro-comunità ai propri cari", commenta il presidente della Regione.
    Proprio l'assistenza sociale e la sanità, settore in cui rientrano anche le case di riposo, rappresenta il maggiore ambito professionale di contagio da Covid-19 in Valle d'Aosta.
    In base ai dati Inail, rientrano in questo settore il 57,7% delle 609 denunce di malattie infortunio sul lavoro per coronavirus arrivate tra il gennaio e il novembre 2020. Un problema che dal 2021 si spera di attenuare grazie all'arrivo del vaccino: la prima persona che lo riceverà in Valle d'Aosta, il 27 dicembre prossimo, sarà la dottoressa Monica Meucci, medico rianimatore all'ospedale Parini e coordinatore regionale per la donazione di organi e tessuti. Sono oltre 1.000 gli operatori sanitari che finora hanno aderito alla prima fase della campagna di vaccinazione.
    Nel frattempo a lasciare col fiato sospeso un'intera economia sono le previsioni di Valeria Ghezzi, presidente dell'Associazione nazionale esercenti funiviari, in merito all'avvio della stagione sciistica che difficilmente potrà partire il 7 gennaio: "Se cala il contagio possiamo ipotizzare un'apertura tra il 20 e il 30 gennaio, non prima". Per Filippo Gérard, presidente degli albergatori valdostani, "adesso la stagione è definitivamente compromessa. Questo inverno è perso, da cancellare". 
   

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