Giroparchi, Corte conti assolve funzionario regionale

Valle D'Aosta
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Insieme a due direttori lavori, scagionati da perizia

Al termine del processo contabile su un presunto danno erariale legato a lavori del progetto Giroparchi, la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Valle d'Aosta ha assolto Alessandro Ceccon, di 50 anni, di Aosta (avvocati Massimo Balì e Luigi Busso) funzionario dell'ufficio tecnico, progettazione sentieristica e cartografie dell'assessorato all'Ambiente, e i due direttori dei lavori Duillio Gal (53), di Chatillon (avvocato Emanuele Mazzocchi), e Aldo Neyroz (61), di Sarre (avvocato Nicola Thiébat).
    La procura contestava un danno erariale complessivo di 72 mila 113 euro, sostenendo che "l'esborso sostenuto per opere non realizzate e per lavorazioni qualitativamente al di sotto della soglia richiesta integrerebbe un danno per l'amministrazione, causalmente riconducibile all'inadeguato funzionamento dei presidi di controllo".
    I giudici hanno disposto una consulenza tecnica d'ufficio - chiesta anche da Ceccon - da cui è emersa l'assenza "di una spesa priva di utilità in pregiudizio dell'erario regionale".
    All'esito della relazione, nell'udienza del 9 ottobre scorso, il procuratore regionale ha dato atto dell'emersione "di profili di utilitas in favore dell'amministrazione regionale, rimettendosi al Collegio per le relative statuizioni".
    Riguardo alla sistemazione del sentiero locale Valnontey-Rifugio Sella e dei sentieri relativi al giro della Valsavarenche - scrive il perito - le opere sono state realizzate "a regola d'arte". Nella parte dei lavori di sistemazione dei sentieri in Valsavarenche, valle di Rhemes, valle di Cogne (tratti dell'itinerario principale rosso e dell'itinerario blu) è emersa la mancata sistemazione di alcune "piante autoctone", per 265 euro. Una "discrasia" che, per i giudici, "rapportata al complesso delle opere di cui è questione, non consentirebbe, ragionevolmente, di ritenere in capo al Ceccon, la sussistenza della gravità della colpa".
    La Regione dovrà sostenere le spese della consulenza (4.334 euro) e quelle di lite (oltre 3.000 euro).
    Nel 2019 un terzo direttore lavori, Mauro Andrea Perino (48), di Bollengo (Torino) , aveva estinto il giudizio dopo il pagamento alla Regione di 2.493 euro (il 30% di quanto contestatogli).

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