COVID, il punto in Valle d'Aosta

Valle D'Aosta
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Aumentano ancora vittime e terapie intensive

Aumentano i ricoverati, aumentano le terapie intensive e l'ospedale Parini di Aosta entra in una fase di grave affanno. Nelle ultime 24 ore in Valle d'Aosta sono stati registrati sei decessi e 129 nuovi casi positivi. Le vittime dall'inizio della pandemie salgono a 195, i contagiati attuali sono 2.168. I ricoverati sono 172, di cui 14 in Rianimazione. Nonostante i 107 guariti, la situazione sanitaria non migliora, tanto che il presidente della Regione, Erik Lavevaz, si spinge a dire: "Se non lo avesse fatto il Governo, avremmo istituito noi la zona rossa, ci sono dati incontestabili".
    A lanciare un disperato grido di allarme sono infermieri e Oss del Parini: "In queste condizioni non è possibile garantire la sicurezza del paziente e tanto meno dell'operatore". Nel mirino i carichi di lavoro e la riduzione dell'organico. "Nella scorsa primavera - si legge in una lettera inviata all'assessore Roberto Barmasse - gli operatori lavoranti nei reparti Covid, seppur in condizioni di forte stress, hanno potuto fare affidamento su un organico che permetteva un rapporto 5-6 a uno tra pazienti ed infermiere e 5 a uno tra pazienti ed oss. Il personale medico era garantito h24 e dedicato ad ogni reparto Covid. Negli scorsi giorni è capitato di lavorare una notte con due infermieri e una oss per 26 pazienti".
    La replica di Barmasse: "C'è una carenza di personale legata anche al numero di infermieri positivi; il concorso fatto dall'Usl ha consentito di assumere del nuovo personale infermieristico, ma è ovvio che il problema dell'infezione nel personale sanitario è un problema ed è una delle criticità del momento". In campo sanitario attualmente risultano contagiati nove medici, 42 infermieri, tre Oss, un'ostetrica, quattro fisioterapisti e quattro tecnici.
    Nel frattempo la Regione Valle d'Aosta con un'ordinanza 'adatta' le misure restrittive alla sua realtà: consentiti sport e passeggiate anche lontano da casa (ma restando nel comune di residenza e non salendo oltre i 2.200 metri di quota), consentita l'attività di mensa ai ristoratori che servono operai nelle vallate laterali, consentiti spostamenti per la gestione degli orti e la manutenzione delle seconde case.
   

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