Fase 2: albergatore, piango perché questa estate non aprirò

Valle D'Aosta
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'Non voglio sottostare a regole che non hanno più senso'

"Ho pianto insieme a mia moglie prima di dire ad alta voce 'questa estate rischiamo di non aprire', ma ad oggi veramente apriremmo in condizioni assurde, economicamente non convenienti e in un clima da film di fantascienza". E' il grido di dolore di Daniele Pieiller, imprenditore di montagna, gestore di Alpe Rebelle, bed&breakfast, ristorante e parco avventura a Bionaz.
"Salvo un miracolo io questa estate non aprirò - scrive in un post su Facebook - perché non voglio sottostare ancora a delle regole che non hanno più senso e ci stanno chiedendo uno sforzo immane (che rischiano di portare alla morte la nostra azienda) quando poi vediamo per esempio tutto lo spreco che il comparto pubblico continua a perpetrare anche in questi mesi di crisi". "Non voglio essere accusato di propagare il virus a causa della promozione che dovrò fare per attirare clienti o perché un cliente mi filma mentre commetto un'azione non corretta (mi avvicino senza mascherina o altro)", racconta ancora l'albergatore.
"Io non aprirò - aggiunge - perché non voglio rischiare di indebitarmi ulteriormente solo per pagare le tasse che il prossimo anno serviranno a sostenere un sistema pubblico pronto ad implodere, simile ad un enorme parassita che sta facendo morire le piante sulla quale vive". 
   

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