Uv, Uvp e Alpe valutano federazione

Valle D'Aosta
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Avviato dialogo tra movimenti, obiettivo progetto condiviso

"Valutare un possibile percorso federativo comune, che inizia oggi aprendo una nuova fase della politica valdostana ed è aperto al contributo di tutti quelli che si riconoscono nel progetto". E' quanto si propongono Union valdotaine, Union valdotaine progressiste e Alpe al termine di un incontro convocato per "avviare un nuovo percorso di confronto politico al fine di arrivare ad un progetto fondato su contenuti e principi condivisi". "I movimenti - si legge in una nota - saranno i protagonisti di un dialogo con la comunità al fine di dare slancio a questa nuova sfida". Nuove riunioni per definire i contenuti del progetto sono previste la prossima settimana.

"E' stato un incontro molto positivo, sulla linea che abbiamo tracciato nel nostro congresso. Oggi abbiamo dato gambe a questo progetto di ricostruzione dell'area autonomista", commenta Erik Lavevaz, presidente dell'Uv. "Abbiamo cercato di condividere un modo di lavorare nuovo, che è quello di parlarci, soprattutto tra queste tre forze che rappresentiamo. Sarà un progetto aperto a chi vi si riconosce. Non abbiamo parlato né di organigramma né di mozioni, abbiamo parlato solo ed esclusivamente di politica per il futuro".
Anche per Henri Dondeynaz, vicepresidente Uvp, è stato "un incontro molto molto positivo" in quanto "si sono gettate le basi per intraprendere un percorso che riunisca le sensibilità valdostane autonomiste intorno a un progetto politico che guardi al futuro della Valle d'Aosta". In questo senso "c'è la volontà di semplificare il quadro politico della Regione, in modo particolare quello autonomista, che è molto frammentato".
"C'è una vecchia tradizione valdostana - ha detto Roberto Cuneaz, presidente di Alpe - che dice che l'autunno è la stagione in cui si raccolgono i frutti. Ecco probabilmente siamo arrivati all'autunno della politica, stiamo raccogliendo i frutti di quello che ognuno di noi ha fatto e mettiamo a fattore comune per cercare di costruire qualcosa di nuovo. E' l'inizio, se son rose fioriranno". Per Cuneaz "si tratta di un processo che vogliamo mettere in atto" e "che deve essere virtuoso ma che vede al centro i partiti politici e gli aderenti, che sono stati per troppo tempo messi da parte". 
   

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