Procura chiude inchiesta su pasticceria Giorgi

Valle D'Aosta
@ANSA
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'Tentata frode in commercio e violazioni igieniche'

Il pm Francesco Pizzato ha chiuso l'inchiesta sull'imprenditore Antonio Giorgi, di 59 anni, di Roisan, titolare di panifici, panetterie e pasticcerie ad Aosta.
    E' indagato per tentata frode in commercio e per violazioni alla disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari. In base a questa seconda ipotesi di reato, erano presenti "parassiti/vermi bianchi che si muovevano" in una "torta salata al gusto di speck e brie" venduta in panetteria nel luglio scorso. A seguito di un altro controllo del Nas, il 12 settembre nel panificio di Roisan, gli viene inoltre contestata la detenzione di "140 kg di albume di uova congelato in cattivo stato di conservazione", perché con "cristallizzazione diffusa", "corpi estranei" e congelato "con attrezzatura non adatta allo scopo" e riposto in "bidoni di plastica". La tentata frode in commercio riguarda proprio la mancata indicazione dello "stato fisico di congelato" degli "alimenti prodotti con albume di uova".

Il 19 settembre scorso, anche alla luce dell'esito dell'ispezione eseguita dal Nas il giorno 12, la procura aveva disposto il sequestro in via d'urgenza del panificio di Roisan e della panetteria-pasticceria di via Sant'Anselmo ad Aosta. Dieci giorni dopo il gip Giuseppe Colazingari aveva convalidato il provvedimento del pm Francesco Pizzato, respingendo però la richiesta di emissione del decreto di sequestro preventivo e disponendo la restituzione dei locali al titolare. Secondo il gip, "era indubbiamente ravvisabile il pericolo che, in assenza di sequestro, potessero ripetersi fatti analoghi a quelli per cui si procede, emergendo un quadro di totale indifferenza alle norme in materia di alimenti e di igiene nonché un abituale ricorso all'utilizzo di prodotti in cattivo stato di conservazione quale, appunto, l'albume".

A incidere però sulla non "attualità del pericolo", per il gip sono "le ordinanze con cui la Usl in data 12 settembre 2018 (e quindi il giorno successivo all'intervento dei Nas e della stessa Usl) ha revocato i provvedimenti di sospensione dell'attività". Decisione adottata "a seguito dell'intervento urgente di una ditta di disinfestazione" e che comunque "non incide sul fumus dei reati contestati (non vi è alcun riferimento in atti alla verifica dei prodotti)".

Per il giudice, però, "avendo l'indagato mostrato prontezza quantomeno nel ripristino delle condizioni igienico sanitarie connesse alla presenza di insetti, non può alla data odierna affermarsi che la libera disponibilità dei locali in sequestro possa agevolare la commissione di ulteriori reati". Tuttavia è "evidente che tale valutazione muterebbe ove gli organi competenti, nell'ambito dei controlli che verosimilmente verranno effettuati, dovessero riscontrare ulteriori violazioni di legge da parte dell'indagato".

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