Droga: spaccio social con parole invertite, Ps sgomina banda

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Ascoli Piceno, stupefacenti smerciati anche in Lazio, Abruzzo e Campania

   Un'organizzazione criminale, gestita prevalentemente da cittadini di nazionalità albanese, da tempo radicati nell'Ascolano, si approvvigionava di ingenti quantitativi di cocaina, marijuana e hascisc, destinata al mercato locale e a rifornire clan criminali di etnia nomade nelle province di Teramo, Pescara, Chieti, Roma e Napoli. Lo hanno scoperto gli agenti del Commissariato di San Benedetto del Tronto e della Squadra Mobile della Questura di Ascoli Piceno i quali hanno eseguito 11 delle 12 misure cautelari coercitive emesse nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalità italiana e straniera.
    L'operazione, coordinata dalla Procura di Ascoli, è stata condotta nelle prime ore di oggi, a conclusione di una complessa attività investigativa. Nei confronti delle persone, a carico delle quali sono state seguite le misure, acquisiti gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La polizia ha raccolto gravi indizi anche dell'esistenza di un'organizzazione criminale la quale si approvvigionava di droga e la smerciava in centri di Marche, Abruzzo, Campania e Lazio.

   Trafficavano cocaina, marijuana e hascisc comunicando su Facebook, Telegram e Instagram con lo stratagemma di invertire le lettere delle parole: deriva da questa modalità operativa usata degli spacciatori, il nome dell'operazione di polizia "Mirror speaker" (una sorta di discorso riflesso dallo specchio) che ha smantellato un'organizzazione che smerciava droga nell'Ascolano ma anche in centri abruzzesi, campani e nella Capitale. Oltre 70 agenti tra squadra Mobile di Ascoli Piceno e Commissariato di San Benedetto del Tronto, dopo lunghe indagini comprendenti intercettazioni telefoniche e ambientali, coordinate dalla Procura di Ascoli, hanno eseguito oggi 11 delle 12 misure cautelari emesse dal gip di Ascoli Piceno. I dettagli sono stati illustrati oggi in una conferenza stampa in Questura ad Ascoli Piceno, dal capo della Mobile ascolana Vincenzo Alfano e dal dirigente del Commissariato di San Benedetto Andrea Crucianelli. Destinatari dei provvedimenti cautelari (un soggetto non è stato trovato) chiesti dalla Procura, sono un italiano, un marocchino e nove albanesi: sei le ordinanze di custodia cautelare in carcere (un soggetto era già detenuto per altra causa), due ai domiciliari, tre all'obbligo di dimora tra cui una 70enne albanese, nonna di uno degli arrestati, che avrebbe avuto il compito di confezionare e stoccare gli stupefacenti; gli indagati sono tutti residenti a San Benedetto e zone limitrofe.(ANSA).

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