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Perché le ultime ondate di calore sono legate ai cambiamenti climatici. Lo studio

Ambiente

Alberto Giuffrè

Secondo un'analisi del World Weather Attribution, le ondate di calore delle ultime settimane in Europa e Nord America sarebbero state quasi impossibili senza i cambiamenti climatici provocati dall'uomo

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Le ondate di calore delle ultime settimane in Europa – Italia compresa –  e Nord America sarebbero state quasi impossibili senza i cambiamenti climatici. A dirlo è una analisi rapida fatta dal World Weather Attribution, organizzazione internazionale di scienziati che studia la correlazione tra eventi metereologici e clima e cerca, basandosi su modelli statistici, di dare una rapida risposta scientifica all’origine degli eventi estremi.

Le conseguenze della crisi climatica

La risposta, in questo caso, non sorprende ma non è scontata. Non sorprende perché da anni la comunità scientifica, compatta, ci avvisa che con l’aumento della temperatura media globale gli eventi estremi diventano sempre più frequenti e sempre più estremi. Non è scontata perché gli stessi climatologi avvertono che serve prudenza nell’associare qualsiasi evento meteorologico al clima che cambia.  

Periodi e zone analizzate

L'analisi degli scienziati si è concentrata sul mese di luglio, nei periodi in cui il caldo è stato più pericoloso: è stata dunque presa in considerazione la media delle temperature massime per sette giorni nell'Europa meridionale, negli Stati Uniti occidentali, in Texas e nel Messico settentrionale. È stata analizzata anche la situazione nelle pianure della Cina per 14 giorni. In quest’ultima regione il cambiamento climatico ha reso l'ondata di calore almeno 50 volte più probabile.

Ridurre le emissioni e adattarsi

A contribuire all’innalzamento delle temperature nelle ultime settimane, secondo i ricercatori, è stato probabilmente anche lo sviluppo di El Niño, un fenomeno naturale che si verifica periodicamente. Ma la causa principale è da ritrovare nella crisi climatica provocata soprattutto dall’utilizzo dei combustibili fossili come petrolio e gas. Oltre alla riduzione delle emissioni servono anche misure di adattamento, come ricorda Julie Arrighi, direttrice del Centro per il clima della Croce Rossa: "Abbiamo bisogno - spiega - di un cambiamento culturale nel modo in cui pensiamo al caldo estremo. Il caldo estremo è mortale e in rapido aumento. È fondamentale aumentare i sistemi di allarme, i piani d'azione per il caldo e gli investimenti in misure di adattamento a lungo termine. Ciò include la pianificazione urbana e il rafforzamento della resilienza di sistemi critici come la sanità, l'elettricità, l'acqua e i trasporti".