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Clima, Italia con 100% di energie rinnovabili al 2035: uno studio spiega come

Ambiente

Alberto Giuffrè

Presentato un documento commissionato da Greenpeace, Legambiente e WWF e realizzato dal think tank ECCO e Artelys: per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione il nostro Paese deve aumentare di circa 8 volte la capacità di energia pulita installata ogni anno

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È una strada tortuosa e con molti ostacoli ma è una strada che esiste ed è percorribile. È quella che porterebbe l’Italia, nel 2035, ad andare avanti soltanto con energie rinnovabili. Emerge da uno studio commissionato da Greenpeace, Legambiente e WWF e realizzato dal think tank ECCO e Artelys. Un documento che riguarda lo scenario di decarbonizzazione del sistema elettrico, indispensabile per centrare i nostri obiettivi climatici cioè le emissioni nette zero alla metà del secolo.

Correre sulle rinnovabili

Dallo studio emerge la necessità di aumentare di circa 8 volte la capacità di rinnovabili installata ogni anno. Per la precisione servirebbe un incremento di oltre 90 GW rispetto alla capacità installata nel 2021. L’obiettivo è infatti arrivare al 2035 a circa 250 GW.

Addio ai fossili, a che punto siamo

Lo scenario prevede un graduale abbandono (54 TWh nel 2030) del gas, combustibile fossile e quindi uno dei principali responsabili della crisi climatica. Sia la produzione che l’importazione dall’estero dovrebbero essere limitati per raggiungere il target. Alcuni segnali che si sta andando in questa direzione già ci sono, se si pensa che gli investimenti nel solare superano già quelli nel petrolio. Altri segnali sembrano allontanarci da questo scenario: le attuali politiche nazionali in materia energetica porterebbero ad un aumento delle temperature globali a 2.5°C nel 2100, cioè di 1°C grado sopra l’obiettivo dell’Accordo di Parigi. Un dato, quest’ultimo, presentato da poco da UNFCCC e Agenzia internazionale per l’Energia.

Il ruolo della politica

Perché lo scenario disegnato dallo studio di ECCO e Artelys si realizzi è cruciale anche il ruolo della politica. Che vuol dire – tra le varie cose – un Piano Nazionale Integrato Energia e Clima coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione. E poi interventi nel processo autorizzativo degli impianti rinnovabili e l’aggiornamento del sistema di incentivi ai gestori di rete. Un ruolo importante della politica anche perché, ricorda Matteo Leonardi di ECCO, lo studio offre una visione che rispecchia l’impegno preso dall’Italia al G7, di cui il nostro paese avrà l’anno prossimo la Presidenza.

“Diventare l’hub strategico delle rinnovabili”

Per Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace, chi nega che questo scenario si possa realizzare “si attesta su posizioni ideologiche a conservazione del sistema fossile”. Per il numero uno di Legambiente, Stefano Ciafani, il nostro Paese ha tutte le caratteristiche “per diventare un hub strategico delle rinnovabili, e non del gas come invece vuole il Governo Meloni”. Per farlo, aggiunge, “deve trovare il coraggio di archiviare gli ingenti sussidi alle fonti fossili e deve essere capace di autorizzare in pochi mesi i nuovi impianti a fonti pulite”. Luciano Di Tizio, presidente del Wwf, ricorda l’urgenza della decarbonizzazione: “I climatologi sono chiari: abbiamo pochissimi anni per abbattere le emissioni climalteranti ed evitare che il riscaldamento globale raggiunga livelli davvero molto pericolosi e ingestibili”.