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Thailandia: la spiaggia Maya Bay rimarrà chiusa fino al 2021

Ambiente
La spiaggia è chiusa dall'inizio del 2018 (Getty Images)

Il sito si trova sull’isola di Phi Phi Leh, ed è diventato famoso grazie al film del 2000 'The Beach'. Il provvedimento è stato adottato per consentire alla barriera corallina di riformarsi dopo i danni causati dal turismo di massa di questi ultimi anni

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Il Dipartimento dei Parchi Nazionali thailandese ha deciso che la famosa spiaggia di Maya Bay, sull'isola di Phi Phi Leh, rimarrà chiusa fino al 2021 per consentire alla barriera corallina di riformarsi, dopo i danni causati dal turismo di massa di questi ultimi anni. Diventata nota al grande pubblico grazie a 'The Beach', il film con Leonardo Di Caprio uscito nel 2000, la spiaggia era già stata chiusa ai turisti lo scorso anno. Inizialmente era stato previsto un periodo di inibizione di sei mesi, ma lo scorso ottobre le autorità di Bangkok avevano rimandato la riapertura a data da destinarsi. Una volta terminato il processo rigenerativo della barriera, che consentirà di nuovo l’accesso alla spiaggia, verrà comunque applicata una regolamentazione più rigida nella quale, spiegano le autorità, sarà previsto un numero chiuso giornaliero di turisti.

Afflusso da 5mila persone al giorno

Maya Bay, con le sue acque cristalline, fino allo scorso anno veniva letteralmente presa d’assalto dai turisti. Trasportati sulla spiaggia a bordo di piccole imbarcazioni, che vendevano tour giornalieri, il sito arrivava a contare fino a 5mila visite al giorno. A causa di questo traffico smodato i fondali della baia hanno subito una grave erosione e gran parte del corallo è stato danneggiato dell'inquinamento provocato dai motori delle imbarcazioni. Da quando il gioiello di Phi Phi Leh è stato chiuso, però, si è già verificata una progressiva rigenerazione dei coralli, e banchi di squali sono stati visti aggirarsi nelle acque della zona.

I rischi del turismo di massa

La Thailandia ogni anno accoglie oltre 35 milioni di vacanzieri, che rappresentano un’importante spinta per l’economia locale ma che stanno provocando un veloce degrado dei fondali marini della regione. Oltre al riscaldamento globale, infatti, anche il comportamento dei turisti sta causando dei danni irreparabili all’ecosistema. Il problema principale è legato alla sovrabbondanza di tour operator ed alla mancanza di una regolamentazione stringente che possa permettere un turismo sostenibile. Una questione che sta diventando centrale non solo in Thailandia ma in tutto il sud-est asiatico. Le Filippine, ad esempio, lo scorso ottobre hanno consentito nuovamente l’accesso all'isola di Boracay, dopo sei mesi di chiusura, imponendo nuove regole per contrastare le devastazioni ambientali causate dal turismo di massa.