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Porto di Sydney, ogni anno prodotte mille tonnellate di CO2

Ambiente
Una panoramica notturna dell'Opera House di Sydney (Getty Images)

Lo scalo marittimo inquinerebbe quanto 200 automobili. Ma, secondo gli esperti, si tratterebbe di una quantità piccola per un estuario di questa grandezza. I numeri arrivano da un nuovo studio dell'università cittadina

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Ogni anno produce circa mille tonnellate di anidride carbonica, pari alle emissioni rilasciate da 200 automobili in strada. Sono i numeri del porto naturale di Sydney rivelati da un nuovo studio condotto dall'Università della città australiana. Una macchia sullo skyline e l'Opera House, affacciata proprio sul porto, simboli della metropoli apprezzati da milioni di turisti. Ma per gli esperti questi numeri, seppur significativi, alla luce delle dimensioni dell’estuario non sarebbero così elevati.

 

Numeri inferiori agli estuari europei e asiatici

La ricerca è stata condotta dal Marine studies institute dell'Università di Sydney in collaborazione con il Centre for coastal biogeochemistry della Southern cross university. Si tratta del primo studio a lungo termine di questa portata in tutto l’emisfero meridionale. E dalle indagini è emerso che l’estuario del porto naturale di Sydney (che è costruito sulla foce del fiume Parramatta) sarebbe una fonte significativa di emissioni nocive per l’atmosfera, pari a mille tonnellate di anidride carbonica ogni anno, l’equivalente di 200 automobili su strada. Questi numeri sono il risultato delle emissioni delle navi e delle auto che circolano in porto, ma anche del sistema urbano che gravita attorno all'infrastruttura. Eppure, nonostante la situazione vada comunque monitorata, sarebbe decisamente migliore rispetto ad altri estuari altamente inquinati presenti in Europa e in Asia che arriverebbero a produrre, nell’arco di un anno, emissioni di anidride carbonica equivalenti a 76.500 auto.

 

Una città in piena espansione

La situazione del porto di Sydney non sembra quindi preoccupare eccessivamente i ricercatori che, però, sottolineano la necessità di mantenerla comunque sotto controllo. Soprattutto alla luce delle previsioni di espansione della città. Si stima, infatti, che entro il 2100 la metropoli dovrebbe raggiungere i 10 milioni di abitanti, una cifra considerevole che potrebbe influenzare al rialzo i livelli di inquinamento. Inoltre, secondo gli esperti, è necessario prendere provvedimenti ad hoc. Infatti “ogni estuario – spiega sul sito dell'università l’autrice dello studio Edwina Tanner – è diverso e gli effetti potenziali sul cambiamento climatico e sullo sviluppo urbano saranno diversi in ogni ecosistema”.

 

L'impatto delle emissioni sugli estuari del mondo

In prospettiva, inoltre, la ricerca australiana potrebbe avere anche un altro importante ruolo secondo gli autori. I suoi risultati, infatti, potrebbero aiutare a quantificare l’impatto delle emissioni inquinanti sugli estuari di tutto il mondo. "Confrontando i risultati con quelli di altri estuari globali – ha detto il co-autore il professor Bradley Eyre della Southern cross university – le emissioni per area unitaria prodotte nel porto di Sydney forniscono un predittore per quelle generate da altri estuari dalle caratteristiche geomorfologiche simili". Infine, concludono i ricercatori, "una analisi dettagliata delle emissioni dei porti urbani in tutto il mondo potrebbe aiutare a individuare le strategie necessarie per gestire gli estuari e proteggerli dagli effetti del cambiamento climatico".