Iron Mais: "Andate a X Factor con un progetto, è la marcia in più"

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Iron Mais versione Magnifici Sette

A settembre, su Sky Uno, torna X Factor, sarà l'undicesima edizione. Nell'attesa intervistiamo gli Iron Mais, protagonisti della IX edizione del talent condotto da Alessandro Cattelan e da poco usciti col disco The Magnificent Seven

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)

Ci sono Quentin Tarantino e la poetica del fiume, il coraggio di raccontarsi e il fascino della fisarmonica...gli Iron Mais sono unici nel panorama musicale italiano. La loro storia inizia nel 2013 ma la popolarità arriva con la partecipazione alla nona edizione di X Factor. Sono da poco usciti col nuovo disco The Magnificent Seven, tredici brani tra rivisitazioni e inediti. Ne abbiamo parlato con Morgan Bizzozero, in arte Testa di Cane, mentre procedono i lavori per la nuova edizione del talent musicale di Sky Uno, che debutterà a settembre.

Partiamo dal titolo e dalla cover tarantiniana.
E' la nostra parodia del film, il titolo non è auto-celebrativo della band. C'è molta ironia, nell'originale ci sono gli eroi a cavallo, noi sediamo sopra sette muli.
Però il richiamo western è netto.
Certo. E' innegabile. Si percepisce in parecchi brani che ne risentono, anche in senso morriconiano. Prima eravamo più cow-punk. In particolare in The rythm of the night e in Another brick in the Wall.
Questo album è un bel passo avanti.
Arrivavamo da un ep con le cover proposte a X Factor e l'inedito Nausea. Stavolta abbiamo osato con dei pezzi in italiano, scritti da noi e che raccontano la nostra visione della vita.
Perché non un intero album di inediti?
Per noi è un atto di coraggio. Valuteremo il riscontro per il futuro.
Una canzone è Lambro River: come Modena City Ramblers, Guccini e Springsteen cantate l'epica fluviale.
E' un elemento fondamentale della nostra terra. Il fiume segue un flusso che si ricollega allo scorrere della vita. Il fiume è un elemento affascinante.
Ora fluirete in tour.
Siamo già partiti e proseguiremo tutta l'estate. la questione è che oggi è dura vivere di musica. Non fosse che facciamo tutti altri lavori faremmo serate tutte le sere.
Che ricordate di X Factor?
Una bella esperienza, vissuta bene e in modo particolare: credevamo di essere catalogati come freaks invece abbiamo raccolto un buon successo.
Come avete vissuto quei giorni?
Con leggerezza ma non alla leggera. Sapevamo che non avremmo vinto.
Davvero?
Ripeto veniamo da un altro monto. Ma è anche vero che non siamo stati smontati, ci hanno fatto fare il nostro.
Avete fatto anche XtraFactor.
Grande esperienza. Rispetto a tanti abbiamo goduto di molta libertà. E poi la televsione permette di raggiungere un pubblico nuovo.
A chi ci prova adesso che dite?
Di essere se stessi. E' fondamentale arrivare con un progetto. Noi avevamo esperienza live e una scaletta per i concerti. L'esperienza aiuta a cogliere le occasioni e a non sparire.
Dovendo rifare oggi X Factor chi vorreste come giudice?
Fedez lo abbiamo già provato, Levante non la conosco abbastanza. Manuel Agnelli sarebbe interessante ma credo che opterei per Mara Maionchi: lei spacca sempre.
E voi?
Noi combattiamo. Con la forza e con i denti.



 

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