4 Ristoranti, la naturale ospitalità della Cascina Caremma

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Nella quarta puntata dell’edizione estiva dello show cooking di Sky Uno, Alessandro Borghese fa tappa al locale di Besate, gestito con passione e competenza da Gabriele Corti

Un sogno divenuto realtà. La Cascina Caremma non è una semplice attività commerciale, ma il luogo dei desideri in cui Gabriele Corti ha potuto realizzare il sogno della sua infanzia: lavorare a contatto con la natura e cucinare. Per la quarta puntata di 4 Ristoranti – Estate, la Caremma ha aperto i suoi cancelli e accolto Alessandro Borghese con l'obiettivo di sbaragliare la concorrenza degli altri ristoratori e aggiudicarsi la palma di miglior cascina fuori Milano.


Il primo amore non si scorda mai

“La magia della natura che produce il cibo mi ha affascinato sin da piccolissimo”, ammette subito Gabriele. Quella per la natura è infatti una passione di lunghissimo corso. Nata in tenerissima età, cogliendo un pomodoro dall’orto della nonna, e alimentata da un percorso di vita che lo ha portato a lavorare in università e presso diverse azienda agricole. Il tutto prima di trovare la strada della piena realizzazione che, nel suo caso, ha l’ha condotto a Besate, non distante da Milano.  Una volta entrati in cascina però è come essere dall’altra parte del mondo, se non addirittura in un pianeta diverso. Dai ritmi frenetici della metropoli, La Caremma non assorbe nulla: preoccupazioni, stress e persino lo smog rimangono fuori dal cancello d’ingresso. “Il primo riscontro lo abbiamo avuto dai parenti e dagli amici – commenta ridendo - puntualmente venivano nel week end a svuotare il frigo di casa e mangiare i miei piatti. Da lì abbiamo capito che c’era questa volontà di un ritorno alla natura e abbiamo iniziato a seguire la strada dell’agriturismo”.


La fattoria del benessere

La cascina è ricavata dal restauro conservativo di una vecchia casa rurale milanese. L’impianto architettonico risale in gran parte all’Ottocento, ma alcune zone sono persino più antiche. L’area ristorativa della Caremma sorge sulle fondamenta di una casa padronale. I lavori di recupero non hanno però cancellato l’architettura originale che comprendeva anche un granaio. Travi originali, mattoni in vista e pavimentazione sono tutti indizi di un passato che la cascina prova a non dimenticare. Al suo interno convivono tante anime: azienda agricola, Bistrot, Spa. Nonostante le molte sfaccettature, Gabriele giura che tutto è collegato e non va in contrasto. A fare da collante in questo insieme eterogeneo è infatti la natura: i prodotti e il bestiame della cascina non servono solo ad arricchire il menu del ristorante, ma vanno persino a formare una linea di cosmesi realizzata in loco. Il menu parla ovviamente il dialetto lombardo. Ecco perché tra le portate non può mancare il risotto. Gabriele e i cuochi lo servono alle “sei erbe del parco”, ovvero a base di malva, luppolo, farinello, erba cipollina, ortica e papavero. Le sei erbe che i contadini usavano un tempo nella preparazione delle minestre. Tra i secondi, invece, Alessandro Borghese e gli altri ristoratori hanno potuto gustare la spalla di maiale in salsa gremolada all’arancia.

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