XF11: Andrea Radice "Attraverso la musica, cerco la mia verità"

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©julehering

Al sesto live, X Factor 2017 perde due talenti, uno di questi è Andrea Radice, cantante e pizzaiolo partenopeo, membro della scuderia Maionchi. Dal viaggio in Europa ai progetti futuri, a poche ore dall’eliminazione abbiamo fatto due chiacchiere con Andrea, un fiume in piena di aneddoti ed emozioni. Leggi l’intervista e non perdere il prossimo appuntamento con XF11, giovedì in esclusiva su Sky Uno

Il sesto live di X Factor ha visto l’uscita di scena, per la prima volta, di un membro della categoria Over, Andrea Radice. Il cantante ventiseienne, di origini partenopee, ha stupito pubblico e giuria con la sua spiccata sensibilità e la profondità delle sue interpretazioni, caratterizzate dal timbro soul.

 

A poche ore dall'eliminazione abbiamo incontrato Andrea negli studi Sky di Milano. Qui, nonostante la stanchezza, è stato un fiume in piena di aneddoti ed emozioni: è dispiaciuto per l'eliminazione, ma grato dell'esperienza vissuta.

Dal suo XF ai viaggi in Europa, dal lavoro in pizzeria ai progetti futuri, ecco cosa ci ha raccontato:

 

Com’è stata la tua esperienza a X Factor?

Estremamente formativa. Ciò che volevo, quando ho fatto provini, era riempire al massimo il mio bagaglio culturale e l’ho fatto. Amo imparare e ho avuto modo di apprendere lezioni da tantissime persone, da Mara a Luca Tommasini dai producers agli autori e alla redazione. Fondamentale, per me, è stato anche il potermi relazionare con gli ospiti internazionali e con gli altri concorrenti.

 

Il momento più bello?

Sembrerà strano, ma è stato ieri, quando nella fase My Song, ho cantato un pezzo che ho scelto personalmente. Mi sono sentito più libero con le improvvisazioni, con la metrica. Non ho sentito il peso del palco, mi sono divertito.

E quello più difficile?

Ho avuto paura di non riuscire a mostrare ciò che sono, di fare vedere lo show con le coreografie, le luci e non l’anima. Ma sono contento del percorso fatto. Mara mi diceva “Con questa voce puoi fare più di quel che credi”, mi sono fidato e, arrivato ai live, ho capito che aveva ragione.

 

Hai legato con qualcuno in particolare?
Con tutti in realtà, difficile dire con chi ho legato di più. Sicuramente con Rita ho un legame particolare, con Enrico, con Gabrielino, ma anche con Samuel e con i Maneskin. Abbiamo parlato molto tra noi, ci supportavamo a vicenda, quando qualcuno dei più piccoli aveva bisogno di sostegno, un abbraccio non mancava mai. È stata un’esperienza a 360 gradi e ne sono felice.

Per chi fai il tifo adesso?

Per Enrico Nigiotti, il mio fratello maggiore. Ha una maturità e una semplicità che superano quelle degli altri e sono convinto che il suo singolo farà storia.

 

Cosa pensi della tua eliminazione?

Mi è dispiaciuto uscire, ma per me le critiche costruttive, che possono farmi crescere, sono importantissime e spero che X Factor sia un punto di partenza, oltre che una scuola.

 

Qualche rimpianto?

Avrei voluto mostrare anche altro di me, ma sono contento perché Mara ha saputo capirmi. Ad esempio, grazie alle assegnazioni ho interpretato brani che mai avrei pensato essere nelle mie corde. In pochi giorni con un testo e una coreografia da imparare rischi di non aver tempo per mostrare chi sei davvero. Avrei voluto proporre anche qualcosa in napoletano o di acustico, ma il tempo è poco.

 

C’è un particolare insegnamento di Mara che porterai con te fuori dal programma?

Tantissimi, anche prima di entrare ai live. Già ai bootcamp e agli Home Visit, parlando con lei ho avuto degli input importanti: idee, stimoli che porterò sempre con me.

 

Puoi parlarci della nascita del tuo inedito ‘Lascia che sia’?

Il singolo rappresenta il mio ultimo periodo. Il verso “Cambio posto, spazio, tempo e noi” mi è venuto di getto, parlo dei rapporti di cui odio la falsità. Amo la sincerità nel bene e nel male, non solo in amore. Una frase che ho insistito per introdurre è “Nascondi veleno dentro molliche di pane”, che sintetizza il concetto “mi fai un sorriso, ma nel frattempo mi avveleni”. Mi sono impegnato al massimo per mettere del mio in questo pezzo, che Mara aveva pensato per me.

 

Hai viaggiato attraverso l’Europa per scoprire te stesso, che effetti ha avuto questa esperienza sul tuo percorso musicale?

Ho cominciato a viaggiare da solo a vent’anni, anche se in realtà quando viaggi con te stesso, non sei mai davvero solo. Il viaggio mi ha permesso di capirmi meglio, di crescere. Ci sono ragazzi che spendono soldi in discoteca o comprandosi la macchina nuova, io li uso per viaggiare, per scoprire e scoprirmi.

 

Che rapporto hai con la musica?

Sinceramente, mi reputo un privilegiato perché la musica mi ha permesso di avere un rapporto con lei e ne sono onorato. Scrivendo sfogo i miei sentimenti, l’ispirazione in me arriva dai grandi della musica, da Dio, dalla natura.

Qual è, adesso, il tuo sogno?

Ho scelto di lavorare in pizzeria per avere un guadagno fisso, un impiego sicuro. La dedizione al lavoro mi è stata trasmessa dalla mia famiglia e mi permette di finanziare i miei progetti. Ovviamente vorrei vivere di musica, ma non penso a diventare famoso o ricco. M’interessa avvicinarmi alla verità attraverso la musica. Il mio desiderio più grande è fare un album che rappresenti la mia vita, che resti come testimonianza di chi sono, ai miei figli o ai miei genitori. Voglio mostrargli una parte di me che forse non conoscono.

Progetti futuri?

Domani scrivo un’altra canzone, metto giù altre idee, cerco metriche nuove. In realtà, non è mai qualcosa di studiato a tavolino, mi viene naturale, è uno sfogo delle mie emozioni, un modo per fare chiarezza. Ho un’emotività tutta mia, forse una fragilità, ma la musica mi rende leggero.

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