Aspettando Twin Peaks – La serie evento, 10 curiosità sul caffè

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Dalla macchinetta alla moka, noi italiani siamo grandi amanti e grandi bevitori di caffè, ma diciamoci la verità: in confronto a noi gli americani sono addirittura ossessionati! Non fanno eccezione i protagonisti di Twin Peaks, e lo sa bene Kyle Maclachlan! In attesa dei prossimi appuntamenti con la serie – in onda ogni lunedì alle 02.00 in versione originale sottotitolata e ogni venerdì alle 21.15 in versione doppiata –, ecco 10 curiosità sulla bevanda tanto amata dai personaggi

Dalla macchinetta alla moka, noi italiani siamo grandi amanti e grandi bevitori di caffè, ma diciamoci la verità: in confronto a noi gli americani sono addirittura ossessionati! Non fanno eccezione i protagonisti di Twin Peaks, e lo sa bene Kyle Maclachlan! In attesa dei prossimi appuntamenti con la serie – in onda ogni lunedì alle 02.00 in versione originale sottotitolata e ogni venerdì alle 21.15 in versione doppiata –, ecco 10 curiosità sulla bevanda tanto amata dai personaggi.

 

 

Anzitutto, sfatiamo un mito: il caffè decaffeinato, a dispetto del nome, contiene una minima quantità di caffeina. Dunque anche il famoso “dec” conserva tracce della sostanza, e a quanto pare la percentuale per tazza o tazzina oscillerebbe tra un quinto e un decimo della caffeina di un caffè normale. Non ci sono più le certezze di una volta.

 

Da dove deriva il nome “caffè”? Ci sono diverse teorie a riguardo, ma le due più accreditate sono quelle che vi riportiamo di seguito. Secondo la prima, il nome deriverebbe dalla parola araba qahwa (che si può tradurre con “che impedisce di addormentarsi”), nome che i commercianti arabi avevano per l’appunto dato al caffè. Successivamente, la parola si trasformò in khave in lingua turca, e infine, quando giunse in Europa, ogni nazione adottò questo nome con le dovute varianti linguistiche. Secondo l’altra teoria, invece, “caffè” deriverebbe dalla città di Caffa, in Etiopia, dove il caffè cresceva spontaneamente.

 


 

Il compositore Johann Sebastian Bach era un grande amante di questa bevanda, al punto da dedicarle una cantata, la Kaffeekantate per l’appunto, rappresentata a Lipsia nella prima metà del XVIII secolo. La parte da soprano recita: “Signor padre, non siate così severo! / Se non posso bere tre volte al giorno / la mia tazzina di caffè / divento per mia sventura / come un arrostino di capra rinsecchito.” Cooper, ci spiace, ma questa è una mossa da fan numero uno!

 

Altro che italiani e americani: a consumare più caffè in assoluto sono i finlandesi, con una media di 12 chili a testa all’anno. E noi dove siamo? A quanto pare solo al dodicesimo posto, con un consumo di 5,9 chili a testa. Vabbè, in Finlandia fa freddissimo, e cosa c’è di meglio di una bella tazza di caffè fumante per scaldarsi?

 

Quanto caffè viene consumato ogni giorno in tutto il mondo? Tantissimo! Circa 1,6 miliardi di tazze. La vera domanda però è: come è stata fatta questa rilevazione??

 

Non sei un vero amante del caffè se almeno una volta nella vita non hai bevuto il Black Ivory. Ma di cosa si tratta esattamente? Di un caffè che costa ben 1100 dollari al chilo e che arriva dallo sterco d’elefante. Sì, avete capito bene. Le bacche di caffè, il frutto che contiene i preziosi chicchi, sono infatti uno degli snack preferiti degli elefanti, che li ingeriscono, li digeriscono, e poi li “rilasciano” già fementati. Grazie al suo sapore morbido e cremoso, il Black Ivory è considerato una vera e propria delizia.

 

Avete paura dell’alito cattivo da caffè? Tutte superstizioni! Al contrario, i ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno scoperto che l’aggiunta di caffè alla saliva inibisce la crescita di un batterio che provoca alitosi. Andate e bevetene in pace.

 

 

Il più grande produttore di caffè del mondo? Questa è facile: il Brasile. Lo stato sudamericano, tra l’altro, mantiene questo primato da ben 150 anni. Seguono il Vietnam e la Colombia. Il Brasile, inoltre, è l’unico paese che produce in quantità massive entrambe le specie, arabica e robusta.

 

Il caffè solubile può essere considerato “vero” caffè? Assolutamente sì. Semplicemente, i chicchi vengono lavorati in un modo diverso, per essere poi polverizzati e mischiati con l’acqua. Infine il tutto viene fatto asciugare, e poi si ottiene la famosa polvere istantanea. Ovviamente il sapore del caffè solubile è leggermente diverso da quello del caffè “fresco”, cioè preparato con la moka o la macchinetta, ma la sostanza è la stessa.

 

Meglio un caffè di un energy drink se volete una sana botta di energia. Appoggiate la lattina e afferrate la tazzina!

 

 

 

 

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