Morto Stalin se ne fa un altro: le risate amare sulla dittatura

Esce il 4 gennaio "Morto Stalin, se ne fa un altro", la commedia di Armando Iannucci con Steve Buscemi e Michael Palin. non perdere una breve anteprima del film. Appuntamento su Sky Cinema Cult,martedì 2 gennaio alle 20.50

È possibile fare un film comico su uno dei dittatori più sanguinari della storia contemporanea? Secondo il regista italo scozzese Armando Iannucci sì, e il trucco è usare l'arma della satira e del grottesco. Così è nato Morto Stalin se ne fa un altro, adattamento cinematografico di La mort de Stalin, graphic novel di Fabien Nury e Thierry Robins (pubblicata in Italia da Mondadori) e che nei cinema sbarcherà il 4 gennaio grazie alla I Wonder Pictures (una breve anteprima sarà su Sky Cinema Cult alle 20.50 il 2 gennaio).

Con un cast davvero straordinario (Andrea Riseborough, Rupert Friend, Paddy Considine, Steve Buscemi e Jeffrey Tambor), il film racconta con ritmo e ironia gli ultimi concitati giorni di vita del dittatore sovietico e quelli successivi alla sua morte. Ovvero i giorni dei lunghi coltelli dei suoi molti aspiranti successori. Infatti quando il dittatore sovietico, l'uomo che aveva governato L’Urss per 33 anni, muore per un ictus il 2 marzo del 1953,come fa vedere il film, non andò certo come si potrebbe immaginare. Caduto di botto nella sua dacia, il dittatore sovietico fu messo in cura solo il giorno dopo perché nessuno era in realtà autorizzato ad entrare nella sua stanza senza un suo diretto permesso. A scoprire il malore fu solo la cameriera, la mattina dopo, l'unica autorizzata ad entrare nella sua stanza. Anche le cure furono nel segno della complicazione. Quale medico chiamare? Visto che Stalin li aveva fatti tutti fuori per paura di essere avvelenato.    E quello che accade poi in quei giorni di malattia fu ancora più incredibile, perché nessuno dei pretendenti al trono, animati da vodka, rancori e paure, poteva esporsi più di tanto temendo una sua miracolosa guarigione.