Milano, al Pirelli Hangar Bicocca la mostra "Take Me (I'm Yours)"

L'opera di Boltanski , intitolata "Dispersion": mucchi di abiti usati tra i quali è possibile sceglierne uno, provarlo e portarlo via (foto: pagina Twitter Pirelli Hangar Bicocca)
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In scena dal 1° novembre al 14 gennaio 2018, è un'esposizione interattiva dove tutto ciò che è vietato fare in un museo o in una galleria d'arte diventa possibile

Al Pirelli Hangar Bicocca di Milano va in scena dal primo novembre fino al 14 gennaio la mostra "Take Me (I'm Yours)" ideata dal francese Christian Boltanski. Si tratta di un'esposizione particolare, in cui tutto ciò che solitamente non è consentito in un museo o in una galleria d'arte diventa possibile, se non addirittura auspicabile in quella che è una sorte di mostra collettiva.

Un'arte democratica

È stato l'artista francese Christian Boltanski a ideare questa mostra che venne allestita per la prima volta nel 1995 alla Serpentine Gallery di Londra, insieme al curatore Hans Ulrich Obrist, lo stesso che oggi gestisce l'allestimento a Milano. "L'idea - ha spiegato Obrist alla presentazione - nasce dal tabù che in una mostra le opere non si possono toccare, reinventando le regole del gioco". L'obiettivo, ha aggiunto il curatore, sarebbe quello di affermare un'arte democratica. "Lo spettatore è al centro, il vero medium è la 'generosità': si può prendere, ma anche dare". Invece di trovare i cartelli con la scritta "Non toccare", qui i visitatori sono invitati a interagire con le opere. Sono circa una cinquantina le installazioni di artisti internazionali, di cui 15 italiani, messe a disposizione e sulle quali è possibile intervenire, modificando, aggiungendo o, addirittura, rimuovendo delle parti. I lavori si possono indossare, usare, mangiare, anche portare via, lasciando in cambio oggetti o cimeli personali. Un esempio è proprio l'opera di Boltanski , intitolata "Dispersion": mucchi di abiti usati tra i quali è possibile sceglierne uno, provarlo e portarlo via in una borsa di cartone disegnata dallo stesso artista e acquistabile all'ingresso, che invece è gratuito. Per l'a.d. di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, si tratta di una mostra "da vivere", anche grazie alle diverse performance in programma dentro e fuori l'Hangar Bicocca.

Le mostra di Milano

Nel corso degli anni questa mostra è stata allestita a Parigi, Copenaghen, New York e Buenos Aires. A Milano il pubblico potrà interagire con le opere di alcuni degli artisti che già erano presenti nella prima mostra del 1995. I visitatori potranno, ad esempio, partecipare alla lotteria di Douglas Gordon per vincere una cena insieme a lui oppure prendere le spillette del duo Gilbert & George o ancora mangiare i cioccolatini di Carsten Hoeller che sull'involucro riportano la scritta "Future". Tra gli artisti presenti all'Hangar Bicocca c'è anche Yoko Ono con i suoi Wish Trees, due alberi di limone su cui è possibile appendere dei biglietti con i propri desideri. Sarà possibile inoltre prendere una copia del poster che Maurizio Cattelan ricevette in dono da Alighiero Boetti, raccogliere le caramelle alla menta dell'installazione di Felix Gonzalez-Torres, creare la propria mappa di Milano grazie al progetto di Ugo La Pietra, scattarsi un selfie e aggiungerlo alle foto di Franco Vaccari, scambiare e lasciare oggetti all'interno delle installazioni di Alison Knowles e Jonathan Horowitz. Infine, nello spazio performativo di Francesco Vezzoli, gli spettatori potranno farsi ritrarre da un disegnatore o disegnare essi stessi un modello in posa.

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