L'Esercito di Terracotta in mostra a Napoli

L'Esercito di Terracotta fu messo simbolicamente a guardia del mausoleo del primo imperatore cinese, Qin Shi Huangdi (Ansa)
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Il famoso gruppo statuario, messo a guardia del mausoleo del primo imperatore cinese Qin Shi Huangdi, è arrivato nel capoluogo campano. Sarà visibile al pubblico, in anteprima nazionale, fino al 28 gennaio 2018. FOTOGALLERY

L’Esercito di Terracotta è arrivato a Napoli. Il più famoso gruppo statuario cinese sarà in mostra nella Basilica dello Spirito Santo fino al 28 gennaio 2018. Armi, armature, vasellame e diversi oggetti d’arte faranno da corollario ai 170 soldati, tutti diversi l’uno dall’altro, frutto del lavoro degli artigiani nella regione dello Xì An, in Cina (LA FOTOGALLERY).

La scelta della Basilica del Santo Spirito

Nella mostra che andrà in scena dal 24 ottobre fino al 28 gennaio 2018 alla Basilica dello Spirito Santo, verranno esposte oltre 300 riproduzioni tra statue, di cui più di 170 soldati, carri, armi e altri oggetti scoperti nella necropoli che richiamano la vita quotidiana dell’antica Cina. L’esercito di terracotta, infatti, era stato posto simbolicamente a guardia del mausoleo di Qin Shi Huangdi che mantenne la carica dal 260 al 210 a.C. Secondo i curatori della mostra, la scelta della Basilica di Napoli non sarebbe casuale, poiché richiamerebbe la stessa sacralità del Mausoleo che ospita l’esercito in Cina. L’Esercito di Terracotta fu sotterrato nel suolo della regione dello Xì An, nella Cina orientale e rappresenta una delle più grandi scoperte archeologiche del ventesimo secolo.

Un viaggio dell'antica Cina

L’obiettivo, secondo quanto spiegano i curatori, dovrebbe essere quello di catapultare i visitatori nella Cina di circa 2.200 anni fa. Questa mostra rappresenta una delle esposizioni più complete sulla necropoli, sulla vita del primo imperatore e sull’Esercito stesso. Per realizzare le statue, gli artigiani della regione dello Xì An si servirono di calchi unici (ancora esistenti) con un’abilità e una tecnica che sono state tramandate di generazione in generazione. "La spettacolarità delle statue – ha detto il curatore italiano della mostra, Fabio Di Gioia – è esaltata oltre che dalla bellezza della basilica, da un'installazione luminosa con inserti audiovisivi creata ad hoc e da videoproiezioni e audioguide". La scelta di Napoli, spiega ancora, "è stata dettata da affinità culturali come l’importanza data al culto dei morti e alla vita oltre la morte". "La rappresentazione fisica e tridimensionale della realtà – ha aggiunto - sa essere arte da contemplare e nel contempo strumento molto efficace di comunicazione. Alla medesima combinazione di fattori, il Primo Imperatore della Cina, Qin Shi Huangdi, affidò, in maniera stupefacente e grandiosa, la sua sicurezza ultraterrena”.

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