Agli Oscar l'Italia porta i fratelli Taviani

Spettacolo
I fratelli Taviani

Cesare deve morire, già vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino, è il titolo scelto dall'Anica per rappresentare il nostro paese agli Academy Award. In lista c'erano anche Bella Addormentata di Marco Bellocchio e Reality di Matteo Garrone

Ai premi Oscar che verranno assegnati nel 2013 l'Italia presenterà Cesare deve morire, il film di Paolo e Vittorio Taviani già vincitore dell'Orso d'oro a Berlino lo scorso febbraio. A deciderlo è stata la commissione di selezione, istituita presso l'Anica su incarico proprio degli Academy Awards. Ogni paese, infatti, deve presentare un solo titolo per poterlo far concorrere nella categoria miglior film straniero. La commissione, composta da Angelo Barbagallo, Nicola Borrelli, Francesco Bruni, Martha Capello,  Valerio De Paolis, Piera Detassis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano e Paolo Mereghetti, ha preferito il film dei Taviani agli altri nove titoli che erano entrati nella short list di dieci partecipanti alla selezione iniziale: Bella addormentata di  Marco Bellocchio, Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati,  Diaz di Daniele Vicari, E' stato il figlio di Daniele Ciprì, Gli equilibristi di Ivano De Matteo, La-bas, Educazione criminale di  Guido Lombardi, Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, Posti in  piedi in Paradiso di Carlo Verdone e Reality di Matteo Garrone. Cesare Deve Morire fa ora parte di quel bacino, composto da un centinaio di titoli, tra i quali i membri dell'Academy dovranno scegliere la cinquina dei nominati che potrà ambire alla statuetta nella notte del 23 febbraio 2013.

Girato nella Sezione di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia, Cesare deve morire, ha come attori, prevalentemente, i suoi detenuti, dei quali alcuni  segnati dalla 'fine pena mai'. La storia è quella del Giulio Cesare shakespeariano, che, alla fine, viene rappresentato con successo sul palcoscenico del carcere. Di giorno in giorno, nelle celle, nei cubicoli dell'ora d'aria, nei bracci della Sezione il film racconta come, attraverso prove che sempre più coinvolgono i detenuti nel profondo, prende forza la grande tragedia, scoprendo nello stesso tempo le cadenze oscure della loro vita quotidiana di condannati. Il film è stato prodotto da Kaos Cinematografica in collaborazione con Rai Cinema.

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