Faida Gargano, folla ai funerali dei contadini uccisi

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Tantissime persone per l’ultimo saluto a Luigi e Aurelio Luciani, uccisi a colpi di arma da fuoco perché testimoni scomodi dell'assassinio del boss. “Perché è successo a noi? Non abbiamo risposte" dice il parroco

Centinaia e centinaia di persone hanno riempito la chiesa di chiesa Ss. Annunziata di San Marco in Lamis, detta anche 'Collegiata', per partecipare ai funerali dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani, i due contadini di San Marco in Lamis uccisi lo scorso 9 agosto con colpi di arma da fuoco. La loro colpa, aver assistito all’esecuzione del boss Mario Luciano Romito e del cognato e autista Matteo De Palma.

L’ultimo saluto

Dolore e commozione e anche rabbia sui volti di tutti i partecipanti ai funerali dei due fratelli, compresi i tanti che sono rimasti fuori dalla chiesa perché al suo interno non c’era più spazio. "Ci chiediamo - ha detto tra l'altro il sacerdote durante l’omelia -  perché è successo a noi. Non abbiamo risposte". In mattinata, in forma strettamente privata per il divieto di funerali pubblici imposto dal questore di Foggia, Mario Della Cioppa, si è svolto il rito funebre per Romito e De Palma.

Uccisi per aver visto troppo

L’autopsia, i cui risultati sono stati resi noti oggi, conferma quanto già emerso nelle ricostruzioni fatte dagli inquirenti subito dopo la strage mafiosa nel Foggiano. I due contadini sono stati inseguiti e uccisi a colpi di fucile d'assalto AK 47 Kalashnikov solo perché avevano visto quello che nessuno avrebbe dovuto vedere, ovvero, l’uccisione del presunto boss Mario Luciano Romito e di suo cognato Matteo De Palma. Colpi sparati a distanza ravvicinata, si è appreso dalle autopsie: per Romito e De Palma colpi alla nuca.

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