Baby gang, violenza e rapine: arrestati 4 minorenni a Milano. Video

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Secondo gli investigatori del commissariato di Quarto Oggiaro i ragazzi, fra i 16 e i 14 anni, avrebbero messo a segno almeno 12 colpi. La banda era gestita da un 23enne pluri-pregiudicato

Rapine violente, in stile "Arancia meccanica". Era questo il metodo usato da quattro minorenni che agivano a Milano. Nei loro confronti sono state eseguite quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le rapine commesse nel capoluogo lombardo sarebbero state almeno 12. Come hanno spiegato gli investigatori del commissariato di Quarto Oggiaro, la caratteristica emersa in tutti i colpi è quella della grande violenza con cui i rapinatori si scagliavano contro le loro vittime.

L'indagine "Arancia meccanica"

L’indagine, ribattezzata "Arancia meccanica”, ha permesso di arrestare i 4, giovani italiani dai 15 ai 17 anni, due dei quali di origine straniera, tutti con famiglie definite “disastrate”. Hanno piccoli precedenti ed erano noti da anni alle forze dell'ordine perché in molte occasioni sono stati autori di bullismo nelle parrocchie. "Quando li abbiamo arrestati si sono fatti forza dicendo 'ora andiamo a fare casino al Beccaria'", ha raccontato Antonio D'Urso, dirigente del commissariato.

Il capo era un maggiorenne

La baby gang è accusata di lesioni, sostituzione di persona, furti, ricettazione e almeno 12 rapine commesse tra aprile e giugno. Anche il gip ha sottolineato la loro "efferatezza e violenza". La banda era gestita da un pluripregiudicato egiziano di 23 anni, arrestato di recente dagli investigatori per detenzione di droga. Il maggiorenne era considerato il capo e punto di riferimento della baby gang, forniva droga e supporto tecnico come armi e passamontagna. I ragazzi ricambiavano con il bottino dei colpi, per lo più cellulari e contanti ma anche prodotti diversi. In un caso, infatti, hanno portato via a un ragazzo aggredito all'Arco della Pace un paio di scarpe da 530 euro.

Armi finte ritrovate nelle perquisizioni

Durante le perquisizioni in casa della banda, sono stati trovati un fucile di precisione, un fucile a pompa e due pistole, tutte fedeli riproduzioni senza il tappo rosso. Gli obiettivi erano passanti (soprattutto cinesi), un albergo in via Varesina, negozi come sale slot e tabaccherie. "In un caso hanno fratturato il dito a una donna a cui hanno strappato la borsa”, hanno spiegato gli inquirenti. “In un altro hanno colpito un uomo col calcio della pistola provocandogli una ferita alla testa che ha reso necessari 10 punti di sutura".

Contestata anche la rapita di una Porsche 

Tra i reati contestati c'è la rapina di una Porsche Cayenne a un uomo a cui hanno puntato la pistola in faccia. Hanno usato l'auto solo per sfrecciare tra le vie del quartiere e per farsi vedere in zona. La vettura è stata ritrovata sotto casa di uno dei ragazzi, durante i rilievi per raccogliere le impronte si divertiva ad attivare la chiusura delle portiere col telecomando. Notevole anche la loro presenza sui social, dove mostravano armi e oggetti di valore presi con la forza. Compaiono anche nel video di un rapper locale interpretando il ruolo della gang.

Data ultima modifica 04 luglio 2017 ore 13:33

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